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Andrey Kiritchenko – Stuffed With/Out (Nexsound, 2006)

Immagino che molti di voi non conoscano Andrey Kiritchenko e chi di voi invece ne avesse già sentito parlare forse ne è al corrente per i lavori con Francisco Lopez o per i progetti più sperimentali, ma questo è un lavoro di tutt’altra fattura. Il boss della Nexound (http://www.nexound.org, grande etichetta russa con una scuderia più che altro elettronica ed elettronica-sperimentale) pur non lasciando a casa rumori di fondo, fruscii e aggeggi elettronici di varia natura si è armato di chitarra acustica e si lascia andare ad una serie di tracce melodiche intrise di malinconia.
Certo non si può assolutamente parlare di “delicatessen” alla Postal Service o di elettronica stile Fennesz ma di tutto un po’, sorprende, ma la chitarra acustica la fa veramente da padrona fra arpeggi e suoni sospesi sul fondo, decorazioni elettroniche o qualche colore per mezzo di armonica a bocca o di melodica. La confezione è favolosa come buona parte dei materiali stampati dalla Nexound, che ormai inizia ad essersi fatta un nome mica da ridere. Kiritchenko in salsa rosa? Beh senza dubbio godibile, pensare che sia lo stesso autore di dischi/progetti come Nihil Est Excellence sembra strano eppure è lui e anche in questo costume sembra perfettamente a suo agio. Folk? Non proprio anche se alcuni hanno citato il grande vecchio (Fahey), ma neppure elettronica spolverata di brevi incursioni melodiche, direi che più che altro si tratta di piccole tracce “guitar-driver” in cui dei semplicissimi (ma molto efficaci) arpeggi compongono l’ossatura del pezzo, da un lato molto semplici per ciò che concerne la struttura ma dall’altro sviluppati ed elaborati a dei livelli di eccellenza notevoli. “Non stupiatevi…”, giusto per citare il migliore Daniele Interrante era “Isola dei Famosi” sub Pappalardus, in fin dei conti stiamo parlando di un nome che è conosciuto in tutta Europa e non solo in territorio ucraino. Un disco invernale, un po’ depresso che seppur morbido offre la sensazione che tutto stia lentamente sprofondando nella neve (e vista la provenienza di Kiritchenko direi che è il minimo).

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