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Andrew Tuttle – S/T (Someone Good/Room40, 2018)

Andrew Tuttle arriva al terzo disco mescolando chitarra acustica e banjo con synth e laptop: il suo essenziale armamentario gli consente comunque di tirare fuori un disco notevole, giocato su atmosfere molto ispirate e quasi bucoliche, se non fossero permeate da un buon tasso di malinconia. Nei suoi quindici anni di carriera Tuttle ha affinato le sue doti e in questo disco meglio amalgama i due elementi del suo suono in una coesistenza direi perfetta in cui nulla stona e niente è di troppo: lavorando per sottrazione i synth non son più così in primo piano e il suono acustico si è fatto più intenso e personale. Le doti chitarristiche non sono trascurabili ma non c’è niente di virtuoso, e il lato folk della musica non è per nulla canonico; le otto canzoni sono molto fruibili, scorrono veloci creando belle atmosfere e ascoltandolo con attenzione ci sono mille sfumature da cogliere e da godere: bene ha fatto Lawrence English a dare di nuovo fiducia a Tuttle e rispolverare la sua sotto etichetta Someone Good per masterizzare e pubblicare questo bel disco.

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