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?Alos – Yomi, L’Oscura Terra Dei Morti (Bar La Muerte, 2010)

Per questo 10″, che fa da ponte tra Ricamatrici e un nuovo disco già in preparazione, Stefania Pedretti sceglie di fare un passo avanti ed uno indietro, come in ogni disco di transizione che si rispetti: il lato A contiene rielaborazioni di due brani editi in Ricamatrici e il lato B è tutto per Panas, un’anticipazione del nuovo che verrà.
La bella grafica del vinile è di Ango The Meekdead e la registrazione eccellente è stata fatta da Boris Wildorf negli studi degli Einsturzende Neubauten, segno della sempre maggiore cura data alle collaborazioni nei dischi di ?Alos: l’intervento decisivo per il disco è però nel lato B con Kawabata Makoto degli Acid Mother Temple. Nel lato A i due brani Fili Di Capelli e Taglio sono stati rielaborati da ?Alos stessa in modo più convincente, sono più suonati rispetto agli originali, attraverso l’aggiunta di chitarre e suoni più “pesanti”, riempendo quella sensazione di vuoto che avevo descritto nella recensione di Ricamatrici. E’ però Panas che lancia letteralmente in orbita questo Yomi grazie a Kawabata che qui funge da re mida a contatto con le urla, le grida e gli stridii di Stefania, per un magma sonoro lento, lisergico e tremendamente convincente: il temibile inferno giapponese, lo Yomi appunto, trova qui una ottima descrizione.

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