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Alessandro Ludovico – 25 Minus Habens eXperYenZ (Minus Habens/Edizioni Pool/Puglia Sounds, 2013)

Venticinque anni sono un bel traguardo per una label indipendente delle nostre parti, sebbene l’etichetta di italianità sia certamente restrittiva per una realtà come la Minus Habens, radicata in quel di Bari ma con la mente da sempre sintonizzata con le tendenze più attuali del panorama internazionale. A dirla tutta è restrittiva anche la definizione di label discografica, visti gli ambiti frequentati dalla creatura di Ivan Iusco, ambiti che vengono tutti affrontati in questo libro di ben 224 pagine curato da Alessandro Ludovico, direttore della rivista Neural.
Si tratta, è inevitabile, di un’opera celebrativa, ma per una volta la cosa non suoni come una critica: celebrare un’impresa come Minus Habens è cosa dovuta, soprattutto se lo si fa attraverso un volume utile a fornire una lettura del suo complesso percorso creativo con una formula nient’affatto scontata. Quello che l’etichetta (la chiamo così per comodità) rappresenta e produce viene presentato attraverso brevi interventi di persone che, a vario titolo, hanno incrociato il percorso di Ivan Iusco, starà poi al lettore ricostruire tessera dopo tessera il mosaico, per ottenere il quadro generale. Non tutti gli scritti sono ugualmente interessanti, alcuni si perdono in un’aneddotica che lascia un po’ il tempo che trova, ma altri, i migliori, si servono dell’esperienza della Minus Habens per dare una lettura dei fenomeni artistici degli ultimi anni, ricostruendo un percorso culturale all’interno del quale Iusco si è mosso, non di rado da protagonista. Citiamo come esempio la disamina sul rapporto fra realtà e virtualità di Adi Newton degli indimenticati Clock DVA e l’analisi storica, da parte dello stesso Alessandro Ludovico, sull’utilizzo della rete in ambito underground. Alcuni di questi scritti sfoggiano un certa complessità di linguaggio –dovuta agli argomenti che rasentano la filosofia- e a qualcuno potrebbe risultare indigesta, ma anche questo fa parte dello spirito di un’etichetta che, pur non avendo mai temuto di confrontarsi con le grosse produzioni (cinematografiche in primis), non è nemmeno mai scesa a compromessi. A completare il tutto sono una carrellata su alcuni artisti dell’etichetta, un’appendice dedicata alla grafica e l’intervista del nostro Marco Giorcelli che avete letto alcuni mesi fa su queste pagine. Rivelatore di uno spirito attento alle innovazioni è anche il fatto che nelle pagine, caratterizzate da una grafica curatissima, com’è tradizione di tutte le uscite Minus Habens (non a caso una sezione del libro è dedicata ai fotografi con cui ha collaborato), si trovino molti codici Quick Read che consentono l’accesso a musiche e filmati, integrando utilmente (e in alcuni casi indispensabilmente) il testo.
Quella che emerge alla fine è l’immagine di un’etichetta che non ha mai avuto paura di confrontarsi con l’altro, sia esso un diverso genere musicale (il catalogo accoglie progetti che vanno dall’avanguardia alla techno), ambito espressivo (musiche per colonne sonore, per istallazioni artistiche, progetti editoriali) o una nuova tecnologia, senza mai farsi trovare impreparata davanti ai cambiamenti, anzi, spesso e volentieri precorrendo i tempi. Forse è questo il segreto di un tale stato di forma anche dopo cinque lustri d’attività.

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