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Alchemist – Tripsis (Relapse, 2007)

Giunto ormai al ventennio di attività il quartetto australiano può decisamente considerarsi soddisfatto del proprio percorso e soprattutto del traguardo raggiunto con questo lavoro. Benché tutti musicisti dalle notevoli capacità tecniche e alfieri di un certo progressive metal, i quattro non perdono mai di vista l'attacco frontale di chiara matrice death in particolar modo nel cantato. Tripsis è certamente denso di inserti e sfumature oniriche e sognanti, ma consapevoli dei migliori lavori di Voivod e affini, gli Alchemist cercano di tener ben salda la struttura organica dei pezzi senza perdersi in arzigogoli virtuosistici fini a sé stessi.
E' ben nota infatti l'egomania di genere che impera spesso nei gruppi tecnicamente molto preparati. Sebbene con un'impronta diversa e originale, il gruppo di Canberra può essere accostato agli ultimi superprodotti Mastodon, attento però a conservare la barbara brutalità di High On Fire e di tutti gli ultraortodossi del settore. Artwork elegante e in perfetto Relapse style. Ormai una questione d'etichetta.

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