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Albert Mudrian – Choosing Death (Tsunami, 2009)

Lentamente anche da noi le case editrici vanno colmando le lacune in materia di musica estrema, o comunque non legata al rock mainstream, dando alle stampe testi che già all'estero hanno ricevuto giustamente attenzione. Fra tutte emerge la neonata Tsunami che rende disponibile Choosing Death, scritto dal direttore di Decibel Magazine Albert Mudrian; di cosa tratti lo spiega piuttosto bene il sottotitolo: L'Improbabile Storia Del Death Metal E Del Grindcore. Costruito a mo' d'inchiesta, montando frammenti di interviste sia d'epoca che realizzate di recente a musicisti, discografici e produttori, il libro affronta prima le varie scene (la Gran Bretagna, le due coste degli USA, la Florida, la Scandinavia e l'Europa continentale) dedicando a ciascuna un capitolo, poi, sempre attraverso le parole dei protagonisti, segue l'evolversi della situazione, dall'esplosione del grindcore nelle classifiche inglesi, allo sbarco della Earache in America, fino alla crisi del genere, alla nascita della Relapse e al death metal odierno. Ne risulta una storia assolutamente esaustiva, che affronta anche i lati più controversi delle vicende e che si legge con la facilità di un romanzo; la forma è in effetti piuttosto simile a quella di Rabbia di Chuck Palahniuk, con voci che si sovrappongo e spesso danno versioni diverse, se non discordanti, dello stesso fatto. È anche grazie a questa polifonia se si ha, dei protagonisti, un'immagine a tutto tondo, ben lontana dalle figurine bidimensionali che, al tempo, emergevano dalle pagine di Metal Hammer o H/M (il solo Glenn Benton dei Deicide si riconferma un minchione tale e quale). E se buona parte dello spazio è inevitabilmente monopolizzato dai vari Napalm Death, Morbid Angel, e Cannibal Corpse, non mancano pagine dedicate a band seminali come i Siege, i pre-Obituary Xecutioner o i Nihilist, che generarono gli Entombed. Si astenga chi non ha mai avuto a che fare coi generi trattati e ha sprecato la propria infanzia senza ascoltare una sola nota distorta; per tutti gli altri si tratterà di una lettura piacevole e istruttiva, condita da aneddoti divertenti e misconosciuti, come quel DJ della BBC che puniva i concorrenti di un gioco a premi facendo loro ascoltare i Napalm, o il futuro Carcass Jeff Walker letteralmente scaricato dagli Electro Hippies, di cui era il cantante, nel mezzo della campagna inglese, di ritorno da un concerto. L'unica riserva è sull'apparato fotografico, dove i collage sovrappongono foto su foto rendendole spesso illeggibili per via dello spartano bianco e nero e dei toni scuri, ma è un difetto ereditato dall'edizione americana. Di assoluto valore, comunque, l'immagine di Nick Bullen con la maglietta dei Wretched.

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