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Acid Baby Jesus – Selected Recordings (Slovenly, 2014)

Interessantissima seconda uscita per questa bizzarra formazione greca che all’occasione si è rifugiata in un’isoletta dell’ Egeo al fin di partorire questo piccolo gioiellino. Tra mitologia e realtà ci ritroviamo tra le mani un album che di ellenismo apparentemente non ha nulla: al contrario ci spostiamo fino al celebre Zabriskie Point per immaginare una cocente jam tra i vortici di Velvet Underground e il modernariato di bachelite dei migliori Black Angels. Ma la band greca, al contrario di questi ultimi, non si rifugia dentro inestricabili coperte elettriche per conservare invece una pulizia e un gusto della melodia che non fa che arricchire il lavoro in modo proporzionale allo scorrere dei pezzi. Insolita cover di Trouble Maker di Chrissy “Zebby” Tembo una delle collonne portanti della Zamrock: un altro indispensabile tassello per comprendere la distanza che gli Acid Baby Jesus mantengono le distanze non solo da qualsiasi moda o tendenza, ma forse dalla nostra medesima epoca. Elementi fondamentali per plasmare una materia non forse originalissima di per sé, ma indubbiamente fresca, contagiosa e necessaria.

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