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AA.VV. – No Abiding Place (Afe, 2006)

Sebbene non si possa parlare di un who’s who della dark ambient, No Abiding Place comprende alcuni dei nomi più importanti del settore, dal tedesco True Color Of Blood a Subinterior, da Bad Sector ad Amon. Solita confezione stilosa ed edizione limitata in duecento copie che molto probabilmente verranno bruciate in un batter d’occhio visto che l’intestino del circuito non è per nulla pigro. Il livello di molte tracce è notevole per quanto parecchi pezzi possano risultare tutto sommato scolastici, eppure fra un’ambientazione e l’altra ci sono piccole sorprese e riconferme. Ornament (uno dei due Echran) gode di ottima forma e in fuga rispetto ai suoi vecchi capitoli, i Canaan meno massicci rispetto all’ultimo full-length su Eibon, ma decisamente crepuscolari, Bad Sector in perenne stato di grazia. True Color of Blood regala un perla minimal in Scene 34 mentre Subinterior tutto sommato non fa che riconfermare le buone impressioni che avevo avuto dal suo disco su Afe. Una raccolta molto omogenea dove l’atmosfera plumbea è un po’ un must come il tappeto di doppia cassa nei pezzi degli Slayer, ma tutto sommato credo che sia anche quello che è lecito aspettarsi per non rischiare dei collages senza nessun filo logico. Come detto in precedenza il circuito post/dark ambientale gode di buona salute ed ha un suo pubblico almeno per la produzione discografica (basti vedere Alio Die e Maurizio Bianchi redivivo in salsa ambientale)…eppure il seguito si riduce drasticamente dal vivo, sarà perché l’Italia è poco recettiva all’elettronica, sarà per colpa dell’esterofilia pecoreccia che abbiamo ereditato a botte di Drive in, sarà perché non si può fare headbanging. E pensare che un ex SPK e Lustmord ad Hollywood lavorano alle colonne sonore dei film: te lo ricordi siggnnò!?

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