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AA.VV. – L’Antologia Funk, Dagli Anni 70 Ad Oggi (Cramps, 2010)

Ernesto de Pascale ed il prode Bobby Soul assemblano questa doppia raccolta su Cramps con trentatre tracce per altrettanti artisti: che nomi… ma soprattutto che tracce! Roba da far diventare negri anche Borghezio e Calderoli. E chi sono gli italiani che hanno scelto il groove (come recita il sottotitolo della raccolta)? Area, Napoli Centrale, Eugenio Finardi, Alberto Radius, Pino Daniele, Elio E Le Storie Tese, Loredana Bertè, Patty Pravo, ma anche Al Castellana, Ridillo, Bobby Soul E Les Gastones, per citare anche quelli più di settore ma meno conosciuti.
Funk di tutti i tipi, dai groove disco '70 a quelli negroidi alla Kool And The Gang, dall'hard funk rock vagamente prog di Area e Napoli Centrale alla simil ballata di Rino Gaetano, fino al jazz funk di molti delle nuove leve. Funk d'altra parte ha una sola lettera di differenza con Punk e concettualmente non c'è tutta questa distanza: uno slabbrato sulla distorsione, l'altro centrato sul groove, si tratta comunque di generi ampiamente interpretabili e con miliardi di sfaccettature, basti  pensare al Miles Davis in On The Corner, a Prince, agli Infectious Groove, per non dire dei fenomeni non più indie come i !!!. I pezzi di alcuni dei nomi già elencati sono monumenti tali che ogni commento mi sembra superfluo, resta il fatto che ho avuto alcune sorprese notevoli, da un Al Castellana che trattenendo la sua enorme estensione vocale snocciola una traccia quasi r&b da tagliar le gambe a dei recenti classici come Mangio Amore dei Ridillo, da uno dei più bei pezzi di De Piscopo registrato live con la comparsata di quel mito di James Senese, fino allo stesso ragionier De Benedetti che con i Les Gastones dimostra come, nonostante il massiccio livello tecnico della line up e la carica dei live, su disco Bobby & Les Gastones mantengono ancora un target da airplay radiofonico. Se fate parte delle schiere che hanno da sempre temuto l'uso indiscriminato del wah wah, la musica nera copiata male dai bianchi (e non reinterpretata), il soul mal fatto e i suoni vintage di plastica, posso assicurarvi che in generale sono poco presenti su questa doppia compilation. Non sono un fan delle raccolte anche se alcune antologie finiscono per essere parecchio interessanti e questo cd fa parte dell'ultima categoria. Afrika Bambaataa ci aiuterà sentenziando: Beware (The Funk Is Everywhere).

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