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7 Training Days – In A Safe Place (Autoprodotto, 2011)

Arriva da Frosinone, stato di Washington, il disco d’esordio del quartetto 7 Training Days. Sebbene il gruppo sia di nuova formazione, In A Safe Place, CD autoprodotto ma di qualità eccellente a partire dalla grafica di copertina (e ascoltabile in streaming qui), si pone come punto di arrivo delle vicende di musicisti attivi da tempo. E si sente.
Pur praticando un suono che non credo abbia più molte possibilità di evoluzione, quel rock americano che si sviluppò alla fine degli ’80 e trovò compiutezza nel decennio successivo (potremmo definirlo indie rock prima dell’indie rock), il gruppo frusinate dà un’interpretazione di notevole maturità, scegliendo le giuste fonti e rielaborandole con sapienza. Se le radici sono lì dove abbiamo detto, va però sottolineato come vengono scartati i riferimenti più banali e nefasti, come potrebbero essere le abusate dinamiche piano-forte, pulito-distorto del grunge peggiore, approdando piuttosto a lidi prossimi ai Pearl Jam maturi di Riot Act. Tuttavia il riferimento più calzante, direi spirituale ancor prima che stilistico, sono i R.E.M. maggiormente riflessivi e scuri, da cui i 7 Training Days ereditano una scrittura asciutta ma non austera, basso ruvido e chitarre melodiche che non scadono mai in melensaggini; su tutto spicca la voce di Simone Ignani, calda e personale, forse l’elemento più caratterizzante del progetto. Ora è da vedere se il futuro porterà a battere nuove strade o a restare entro i canoni di un genere che ormai ha tutti i crismi della classicità: da quel che si è sentito, i numeri ci sono per ben figurare in entrambi i casi.

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