Owen Tromans - Place (Bearos, 2004)
A volte capita. A volte capita che la gente si diverta. A volte capita che la gente provi piacere. A volte capita che le cose siano fatte con passione.
E così a volte capita che uno che si appassiona prenda l'iniziativa e inviti, ospitandolo, un tale Owen Tromans in quel della regione dei laghi e lo porti a registrare un disco dai suoi amici che hanno lo studio. Alla pasta, al sole, al gelato non si dice mai di no, così l'ex leader degli inglesi San Lorenzo scende e va dal suo amico Giuseppe Marmina distributore con la sua Blue Tears, noto per una certa predisposizione a quei territori amari tra il power pop e il folk d'autore. E insieme finiscono alla Sauna, lo studio di Andrea e Marco degli Encode che in pochi anni si è costruito una solida reputazione per quanto concerne suoni caldi e professionalmente vicini alle produzioni internazionali, vedi i Candies, i Bartòk, Prague e i K.C.Milian tra gli altri. Ma lo spirito di base dell'iniziativa, quel piacere di base e quella pacatezza di fondo traspaiono dalle corde dell'inglese, giunto qui al suo terzo disco, il primo solista per la Bearos di Birmingham.
Un disco maturo che non scimmiotta ma lavora, bene, sugli arrangiamenti, grazie anche ai personaggi ospiti coinvolti tra cui anche la voce di Elena dei già citati Encode su tutti. Il mio brano preferito è l'acustico Spanish Flag che tra una citazione di Billy Bragg e un comune sentire con lo spagnolo Tanlow, splendido autore di ballads ironiche.
Insomma un disco piacevole, ben riuscito, che, soprattutto, sottintende ad una storia meritevole ed interessante. Chissà se questo esperimento si ripeterà e come...
     
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