Radiohead - Amnesiac (EMI, 2001)
Al ritmo notturno di un giovane incubo prende forma il nuovo album Amnesiac. Passi scanditi all'ingresso del primo brano, gli effetti sonori sono raccolti dal basso, i suoni sono distorti dall'affanno dell'ipocondria. Nell'estasi del digitale si cammina lungo Packt Like Sardines In A Crushd Tin Box. La voce affamata di Thom Yorke placa e sazia in I Might Be Wrong, confonde e lega in Dollars & Cents. Tratti elettronici e strutture a blocchi in Hunting Bears che imprigiona la malinconia. Noir e sfuggenti le melodie dei Radiohead, la musica è battuta a tempi ipnotici. L'impressione è che la formula di Kid A, album divorato troppo voracemente otto mesi fa dal pubblico, sia cresciuta e perfezionata in questa nuova fatica, per convivere col disagio maturo e ormai amico. La musica delle penetranti riflessioni è la purezza inconfondibile di un gruppo che miete consensi nel silenzio. Degli undici brani, sette sono i preziosi ricordi che la band ha lasciato a Verona, nella prima ed unica tappa italiana del tour che li ha portati a Bilbao (Spagna), in Germania, Olanda e naturalmente in Inghilterra al South Park di Oxford. Scenografie essenziali, che al contrario di quanto si potrebbe immaginare, sorprendono. E' lo stile Radiohead che non conosce convenzioni, che sacrifica il successo all'amore per l'arte. Le mani di Yorke parlano sul pianoforte, il contro tempo è segnato dalla batteria nell'aspro single Pyramid Song. Yorke è magnetico nel buio delle sue canzoni. Una voce che svuota con stupore, che turba e tiene sospesa la rabbia. Solo i Radiohead possono provocare, suscitare, graffiare senza troppi effetti, né artificiosi convenevoli. Rifiutano l'apparire, la pubblicità. Contorti e stridenti gli effetti di Pull Pulk Revolving Doors. Ingoiati, dalla voragine iniziale, gli arrangiamenti sperimentali del single You And Whose Army. Il brano si spezza tra inquietudine e dolcezza e risolve la nuova identità che i RadioHead hanno impresso in Kid A. Knives Out incontra il classico spleen della band come fece, una volta, la dolente Paranoid Android (Ok Computer, '97) di fine secolo. Sei minuti di grande emozione che nessuna radio voleva, ma che il network Mtv lanciò con grande successo. Come non ricordare poi, il video cartone del single Karma Police? Ambienti blues, raccolti e pieni di fumo, chiudono l'album. Ascoltando Life In A Glasshousee, l'impressione è che si sia conclusa un'altra serata di musica nera, blues and soul, i piatti della batteria sono secchi e centellinati, gli strumenti a fiato corposi, in un dialogo a tre. Il video a cartoni animati era quello di Paranoid Android. In Karma Police si vede una macchina priva di guidatore che insegue un uomo lungo una strada dritta e buia. Ciao e buon lavoro! Marco |