Queens Of The Stone Age, Mark Lanegan, Troy Van Leuween - Nonantola, 20/11/2002
Un'atmosfera davvero "Rock 'n' Roll", con il Vox gremito all'inverosimile ed i belgi Millionaire (procuratevi il disco)
ad aprire la serata in maniera assai elettrizzante. Alle 21.40 salgono sul palco gli eroi del "robot rock", definizione che Josh Homme (voce e chitarra urlanti questa sera) puntualmente propina a chi richiede una rapida definizione ad uso mediatico della loro musica. Scordatevi quindi il termine "stoner", ma non scordatevi il nome Kyuss, la cui furia aleggia sul palco come un fantasma ubriaco e devastante, costringendo Homme ed Oliveri (tatuaggi e pizzo aggiornati) a fare quello che meglio sono in grado di fare: "to take on the other side", direbbe qualche enfatico giornalista d'Albione.
L'ultimo album è proposto quasi per intero, mentre pogo e tasso etilico raggiungono prestissimo livelli d'ordinanza, sia in pista che sul palco, dove un adorante e dinoccolato virgulto sale per incitare il bassista alla danza, e viene poco dopo scagliato a terra da un gorilla della security. Le incursioni nel penultimo Rated R sono rare, orientate soprattutto al rispolvero dei singoloni Feel Good Hit Of The Summer e The Lost Art Of Keeping A Secret, cantate all'unisono da tutti i convenuti a questo grande banchetto rock. Fin qui un resoconto abbastanza cronicistico. Da ora le emozioni più calde: la voce di Mark Lanegan, inarrivabile, in grado di essere tutto ciò che vuole, di condurti dove vuole e di farmi commuovere. L'ex frontman degli Screaming Trees canta quattro pezzi, tra i quali i magnifici Hangin' Tree e A Song For The Dead, e se ne va senza salutare... Senza essere presentato degnamente... La medesima sorte che tocca ad un grandissimo Troy Van Leuween, davvero in forma smagliante questa sera, ad intelaiare le ritmiche sulle quali si snodano feroci gli assoli di Mr. Homme. I QOTSA salutano alle 23.15 (Oliveri con un italianissimo "Vafanculo"), dopo due bis. Nell'aria c'è ancora tanta voglia di "robot rock", ma puro desiderio rimane... Un desiderio che si trasforma in docile collera quando, nel dopo-show, apprendo che ben quattro (!) pezzi della scaletta sono stati tagliati. Pazienza. Serata indimenticabile comunque.
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