Oasis - Heathen Chemistry (Epic, 2002)
Heathen Chemistry, ovvero l'insolita allegria che mai ci saremmo aspettati
dai 'cattivi fratelli' di Manchester. L'ultimo lavoro degli Oasis
distribuisce
infatti un salutare ottimismo, che proverà a oltrepassare la spessa coltre
di nuvole che si era addensata sulla testa della band dopo l'uscita del
precedente Standing On The Shoulder Of Giants. L'album non presenta
particolari
novità (la sperimentazione non è sicuramente la chiave dei successi dei
fratelli Gallagher) ma si snoda lungo tipiche sonorità britanniche che odorano
spesso di già sentito: dopotutto è questo quello che si aspettano i fans
della band. Il disco è inaugurato dal singolo The Hindu Times, il cui azzeccato
riff accompagna la gracchiante voce di Liam producendo un robusto rock
n' roll che ci rimanda ad atmosfere tipiche dell'ormai impolverato Definitely
Maybe, primo lavoro della band, nell'ormai lontano 1994. Le cose migliori
sono distribuite in modo intelligente nei cinquanta e rotti minuti su cui
si distribuiscono le sporche schitarrate di Noel e la rauca voce del fratello
minore Liam. Stop Crying Your Heart Out è tipicamente Oasis: il lungo
ritornello diventerà sicuramente uno dei momenti più emozionanti durante
le sempre seguitissime esibizioni live. Songbird, Better Man e Born On
A Different Cloud sono state partorite dall'instabile cervello di Liam che,
tra una bevuta e una scazzottata in qualche fumoso pub, sembra aver raggiunto
una discreta maturità artistica. Le cose più belle ce le regala comunque
il maggiore dei due fratelli: la scanzonata Force Of Nature ci diverte,
soprattutto per le sottili invettive lanciate verso la ex moglie Meg Matthews, mentre
(Probably) All In My Mind rimanda alla beatlesiana Tomorrow Never
Knows. Il vero capolavoro Noel lo realizza con la fantastica Little
By Little, che si aggiungerà alla già ben rifornita bacheca degli
indimenticabili
inni tanto cari alla band mancuniana. She Is Love è una splendida ballata
con influenze southern che rimandano al migliore Neil Young.
Completano il disco la rockeggiante Hung In A Bad Place, scritta dal chitarrista Gem,
e la strumentale A Quick Peep, composta dal bassista Andy Bell. Da segnalare
una ghost track che parte quasi venticinque minuti dopo la fine di Better
Man.
Heathen Chemistry è, in conclusione, un gran bel disco di sano rock-pop
britannico che non rinnega le proprie origini resistendo tenacemente al
nauseante profumo commerciale che si respira sull'altra sponda dell'Atlantico. (4) |