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Marla - Mirandola, 23/11/2002 Il circolo Aquaragia è ricavato in un edificio di ridotte dimensioni, caldo ed accogliente e pertanto ideale ad ospitare quello che per la scena post italiana è senz'altro un piccolo evento: la presentazione da parte dei pavullesi Marla del loro ultimo EP, da qualche mese uscito su Marsiglia Records. Il seguito de Il Rimpianto ha riscosso ovunque favori e consensi tra la critica specializzata e necessitava di un'adeguata proposizione live. Ed è ciò che i Marla (che bel nome, a proposito... E lei, riferendosi ai Nostri, non potrà mai dire "Sei la cosa peggiore che mi potesse capitare") non esitano a mettere in atto questa sera. Il suono è compatto e corposo, il volume decisamente alto, come è ormai consuetudine in ambito post-rock (Mogwai, Giardini Di Mirò, etc), ma assolutamente funzionale al pathos che le intricate trame chitarristiche trasmettono, dimostrando un considerevole amalgama con la sezione ritmica, capitanata da un bass-player (il decano della band) decisamente in forma.
Naturalmente vengono eseguiti quasi per intero i 2 extended plays, delicati ricami che fanno combaciare soffici melodie alla Tortoise e decisi inserti noise a stravolgerne l'atmosfera e a riportarci su pianeti familiari ad ensemble come Mogwai e Delgados. Il set nel complesso è assai tirato, e pare che le esperienze come supporting act di One Dimensional Man abbiano giovato a questo aspetto della resa dal vivo, in quanto le pause tra un pezzo e l'altro sono irrisorie, se non inesistenti. Naturalmente da ciò non può che trarre giovamento l'effetto "muro del suono" che i ragazzi costruiscono al fine di creare una perfetta simbiosi con il loro pubblico. Dopo questa esibizione, l'hype intorno al combo modenese non può che crescere, e si attende con ansia il debutto sulla lunga distanza, che, viste le premesse, non potrà che essere una piccola perla del panorama indie italiano.
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