Oltreconfine: demotapes & rarità, dal prog al metal, dal Friuli al Brasile...



AA.VV. - Giubirock 2000

Trattasi di una raccolta a scopo benefico contenente quindici brani eseguiti dal vivo (eccetto uno) in un concerto tenutosi il 17.06.2000 a Pordenone. I testi hanno ad oggetto i seguenti argomenti: giustizia, rispetto delle diversità, armonia con l’ambiente, pace, libertà da ogni schiavitù. Musicalmente si alternano episodi melodici (es. i brani degli Iati e dei C.M.V. Accordi) ad altri più grintosi (es. i brani degli Inter Nos e di Alex E I Proforma). Le esecuzioni, seppur non sempre perfette, sono apprezzabili, ed il livello qualitativo è più che sufficiente.

Per contatti: Organizzazione Giubirock c/o giovani@diocesi.concordia-pordenone.it.

Claudio Faggion

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AA.VV. - Scream Until YU Like It

Nelle note di copertina si legge: “questa è la prima compilation ufficiale di gruppi metal jugoslavi; sono giovani ed hanno bisogno del massimo supporto”. Già una recensione può fare qualcosa per migliorare la situazione, senza però chiudere gli occhi (o meglio, le orecchie) su eventuali censure da muovere riguardo a quanto viene qui proposto. In realtà quasi tutti i sedici gruppi inclusi si fanno apprezzare per capacità esecutive, ed anche la qualità di registrazione dei brani, tutto sommato, è elevata. Quanto a fantasia nelle composizioni...meglio lasciar perdere l’argomento. Ognuno dei gruppi, anche laddove vi sono cambi di atmosfera nel brano, è agevolmente riconducibile a uno o più ben definiti generi o filoni dell’heavy metal, e se mi venisse rivelato che gran parte delle canzoni qui contenute è stata incisa nel 1990 anziché nel 2000, ci crederei; l’unica rilevante eccezione è rappresentata dai Threatful Silence che, con i loro influssi elettronici e c.d. industriali, ci riportano in epoche meno remote. Senz’altro Scream... è un buon inizio, ma urge un coraggioso distacco dalle linee-guida tracciate dai maestri dei singoli generi; fiduciosi per il futuro, restiamo in attesa di sviluppi.

Per contatti: Rock Express Records, P.O. Box 666, 11000 Belgrade, Yugoslavia. Sito web: www.rockexpress.org

Claudio Faggion

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Airfish - Varcare La Soglia Della Speranza

Sconcertanti. Non trovo aggettivo più adatto per definire questi musicisti siciliani che propongono 59 minuti di rock, accenni jazz, rumori, dissonanze, inserti elettronici, monologhi in siciliano, brandelli di brani altrui, con voce delirante che interpreta testi surreali; alcuni aspetti di questi lavoro mi hanno affascinato, altri (il modo di cantare e i citati “inserti elettronici”) mi risultano totalmente indigesti; mi sfugge, inoltre, il filo conduttore che unisce queste composizioni: è forte l’impressione di frammentarietà e di sperimentalismo fine a se stesso, tuttavia le doti creative ed esecutive sono indiscutibili. Che piacciano o meno, non passano inosservati... Anzi, quasi quasi riascolto il CD, e sicuramente scoprirò sfumature che prima non avevo colto.

Per contatti: Stereosupremo, Via Monterosa 21, 20047 Brugherio (MI)

Claudio Faggion

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Alba Caduca - S/T

Quartetto udinese che ci propone questo MCD contenente sei godibili brani di rock personale, con riferimenti di fondo ai Ritmo Tribale: era ora che qualcuno lasciasse perdere i big del settore quali Vasco Rossi, Ligabue, Litfiba e Timoria, per non parlare della moda del momento rappresentata - loro malgrado, credo - dai Marlene Kuntz! I pezzi talora viaggiano su medie velocità (Fattore K, Alimentami), talora partono lentamente con passaggi d’atmosfera per poi arricchirsi di elementi strada facendo (Osa) o per indurirsi (Enigma), in altri casi presentano inconsuete digressioni etniche ad opera della chitarra (Amerika), in altri ancora prevale la componente acustica (Jubileo). Pregevole ed espressiva prestazione vocale, capace di variazioni interpretative, da parte di Massimo Dubini. I testi, anch’essi degni di nota, invitano a riflettere gli ascoltatori sugli argomenti di volta in volta affrontati. Nel loro genere, spesso infestato da cloni o da assoluta mancanza di originalità, gli Alba Caduca si pongono ben al di sopra della media: la partecipazione al concorso nazionale Green Age Festival di Collegno (TO), il 9 luglio 2000, ne è palese dimostrazione. Dal vivo a mio parere rendono ancor più che sul dischetto: ragion per cui, se avete notizia di un loro concerto dalle vostre parti, vi consiglio di non mancare.

Per contatti: Alba Caduca c/o Federico Di Pascoli, Via Baldasseria Bassa n.169, 33100 Udine.

Claudio Faggion

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Blind Mirror - Abovethestars

Il Friuli si conferma regione di buoni gruppi prog; la lunga lista si arricchisce con il nome Blind Mirror, già attivi da tempo, prima come Linea D’Ombra e poi con l’attuale denominazione. Alessandro Sicur (basso), Alessandro Roncastri (tastiere), Mattia Pascolini (chitarra) e il fratello Giacomo (batteria) ci propongono 6 brani del loro repertorio, impreziositi da parti vocali interpretate da due ospiti di riguardo, Alessandro Seravalle (Garden Wall) e J.T. Martin (Tryptic). I brani sono di considerevole lunghezza, tutti oltre i cinque minuti, ma non per questo risultano noiosi. I Blind Mirror conferiscono alle composizioni sfumature talvolta decisamente orientate verso un violentissimo metal, talvolta invece ben più pacate ed eteree, rientranti in ciò che, tradizionalmente, viene qualificato come rock progressivo; le tastiere, rispetto alle esibizioni live, hanno un volume finalmente adeguato all’importanza del ruolo da esse svolto nella struttura dei brani, e contestualmente le parti chitarristiche su CD paiono più limpide e meno aggressive senza peraltro essere meno efficaci. Affiatata, con alcuni passaggi che lasciano trasparire capacità esecutive sopra la media, è la coppia ritmica basso-batteria. Ritengo superfluo soffermarmi sui singoli brani: ad ogni modo, se già apprezzate altri gruppi corregionali quali Garden Wall, Last Warning e Quasar, anche i Blind Mirror entreranno nelle vostre grazie. Per quanti fossero rimasti finora all’oscuro e intendessero intraprendere la conoscenza delle realtà prog-rock friulane... perché non iniziare da questo CD?

Per contatti: Blind Mirror c/o Alessandro Sicur, Via Venezia 82, 33038 San Daniele del Friuli (UD) - Italy

Claudio Faggion

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Blueprint - Making Headway!?

Con una definizione che significa tutto ed allo stesso tempo nulla, per i romani Blueprint si potrebbe parlare di indie-rock. Le caratteristiche principali sono: successioni non imprevedibili di accordi nei vari brani, per cui questi risultano sufficientemente godibili sebbene le sonorità talvolta siano ruvide; chitarra distorta ma non cattiva, con frequenti accordi ed arpeggi dissonanti; ritmo mai eccessivamente sostenuto; voce sgraziata e volutamente stonata qua e là, ma non inascoltabile. E’ difficile, come avrete notato, descrivere cosa c’è nella musica dei Blueprint. Potrebbero piacere a molte persone, come a pochissime. Nel dubbio, rischiate e “prendeteli”.

Per contatti: Massimiliano Cruciani, Via G. Spataro 65, 00155 Roma

Claudio Faggion

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The Brusarja - Sbasa A Cresta Che Buegiar Costa!!!

Ruvidi eppur melodici questi simpatici The Brusarja: in sette brani ci propongono un’azzeccata miscela rock/punk/hardcore che alterna, utilizzando l’aspra parlata veneto-orientale di Portogruaro (VE), cori e voce solista urlata, descrivendo in maniera colorita episodi di cronaca urbana o rurale e sapendo in certi casi trovare un lato umoristico anche se l’argomento trattato non è dei più allegri (es. Sinque Mia Franchi); vi è in allegato un secondo CD con il video del brano L’Indio. Dal vivo sono decisamente trascinanti.

Per contatti: qlo@libero.it

Claudio Faggion

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Caress - Psychiatric Hospital

I sei brani di questo CD rappresentano un curioso esempio di unione tra elementi musicali estremi ed altri di più facile presa: voci growl in stile death metal, ma anche partiture di stampo jazz; a ciò aggiungiamo ritmi ora serrati, ora iper-rallentati, il tutto eseguito con notevole perizia e padronanza degli strumenti. E’ uscito, di recente, anche un loro CD dal vivo. Disponibili per scambi di materiale. Una proposta musicale senz’altro molto originale, per cui consiglio caldamente di contattarli.

Per contatti: Caress c/o Jan Kosk, Sputnikova 8, 040 12 Kosice - Slovak Republic

Claudio Faggion

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Croz Sclizzaz - S/T

Questo gruppo friulano rappresenta un valido esempio di come sia possibile coniugare elementi musicali tipici di una ristretta area geografica con sonorità moderne, senza scadere nella banalità. I Croz Sclizzaz derivano dall’unione di due distinte ed autonome realtà assai note ed apprezzate a livello locale: il cantautore Fabian Riz ed il complesso Arbe Garbe. Assai difficile è l’impresa di definire lo stile musicale: folk e rock con distorsioni e pronunciata effettistica per quanto riguarda la chitarra, linee dissonanti tra i vari strumenti, velocità in generale non eccessiva, con improvvise accelerazioni; testi in lingua friulana, ora tristi ora visionari, sicuramente curiosi, interpretati dalla voce volutamente sgraziata e ruvidissima del sopracitato Fabian Riz: personalmente la trovo poco digeribile, ma indubbiamente caratterizza l’intero lavoro. E’ poco probabile che questa formazione riscuota consensi presso il grande pubblico, vuoi per l’atipicità della proposta, vuoi per il cantato in madrelingua: salvo, però, da parte degli esperti di turno, recepire acriticamente tutte le nefandezze che provengono d’oltre confine, grazie alla proverbiale esterofilia italica. Ma questa è un’altra storia. Se, per una volta, volete rischiare, fatevi avanti.

Per contatti: Nota Distribuzion, P.O. Box 187, 33100 Udine, o Radio Onde Furlane, Via Volturno n.29, 33100 Udine

Claudio Faggion

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Degheio - 3° Grado Scomodo

Metal-hardcore articolato e diversificato, con cambi inattesi in ognuno dei sei brani e, qua e là, sensibili rallentamenti nel ritmo. Parti vocali ora in stile rap, ora urlate, ora effettivamente cantate. Testi in italiano espressi “in prima persona” con interessanti riflessioni sui temi socialmente impegnati di volta in volta affrontati, ma purtroppo le parole non sempre sono intelligibili. L’episodio che più mi ha convinto è Gelo E Torace: musicalmente è il più ordinato e scorrevole tra tutti, inoltre il cantato si rivela suggestivo in quanto avulso (e piacevolmente dissonante) dalla linea musicale basso-chitarre. Questo CD conferma la vitalità della scena underground pordenonese, valida eppure poco nota al di fuori dei confini provinciali.

Per contatti: degheio@hotmail.com

Claudio Faggion

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Dream Weaver - Fantasy Revealed

I Dream Weaver provengono dalla Grecia; non sono certo dei novellini, in quanto le origini risalgono al 1990 con il nome Infection (un demo all’attivo). Nel 1993 il gruppo assunse la denominazione attuale; pubblicò un demo nel 1993 e uno nel 1995; nel 2000 è uscito, infine, il MCD Fantasy Revealed con cinque brani. Il genere proposto è adeguatamente descritto con le parole indicate dal gruppo nella propria biografia: “pure melodic power metal”, peraltro eseguito con discreta perizia. Vi sono delle pregevoli costruzioni solistiche con intrecci tra le linee dei diversi strumenti: ciò ravviva i brani, i quali altrimenti risentirebbero oltre misura dei ristretti limiti compositivi imposti dal metal classico. Se, strumentalmente, nulla ho da eccepire, poco mi convincono le parti vocali. In primo luogo: nonostante il cantato sia distinguibile, forse, per delle precise scelte in fase di mixaggio, si è voluto che la voce risultasse opaca anche nelle note acute (questione di gusti...); in secondo luogo, e qui la questione è più grave, è forte l’impressione che, qua e là, vi siano delle stonature. Conclusione: Fantasy... non è un cattivo lavoro, però io lo consiglio solo agli appassionati del genere.

Per contatti: Dream Weaver c/o George Zacharoglou, M. Kalatzakou 3, 185 46, Pireas, Greece

Claudio Faggion

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Fabricio Alvarez - Southern Punk & Ginger Ale

I Fabricio Alvarez sono un quartetto proveniente dalla provincia di Pordenone, terra assai prolifica in campo musicale. In questo MCD di sei canzoni essi, secondo quanto riportato in altre recensioni, si rifarebbero al post-punk dei Jesus Lizard, gruppo verso cui i quattro componenti dei F.A. nutrono, per spontanea ammissione, incondizionata stima. A mio avviso, altrettanto importanti sono i richiami al rock sudista e al blues, specie nel ritmo di M.P. e nelle parti slide-guitar in Spleen; altro autorevole riferimento, per gli accordi di chitarra dissonanti presenti un po’ ovunque e per i particolari intrecci strumenti-voce in Prophet, è costituito dagli intransigenti e inclassificabili Fugazi. I brani contenuti in Southern Punk... risultano scorrevoli e di agevole ascolto nonostante, per le caratteristiche sopra indicate e per le sonorità calde e allo stesso tempo graffianti, assolutamente non possano essere definiti “commerciali”; in definitiva, pochi ascoltatori (ma buoni) saranno in grado di apprezzare questa proposta.

Sito web: www.fabricioalvarez.3000.it; e-mail: fabricioalvarez@inwind.it

Claudio Faggion

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Forgotten Silence - Thots

La scena musicale dell’ex Cecoslovacchia pullula di gruppi interessanti. Questo Thots è una colonna sonora costituita da dodici episodi che propongono death, doom, chitarre pulite, suggestive voci femminili alternate a sconvolgenti “grugniti”, parti recitate e canzoni propriamente dette. In generale il ritmo è piuttosto lento, e ciò aggiunge un elemento di inquietudine al già sinistro insieme. Un sapiente uso delle tastiere e alcuni effetti azzeccati valorizzano ulteriormente i brani. I Forgotten Silence hanno pubblicato anche altri CD, che, a quanto mi risulta, sono di livello pari a questo. Già avete capito come la penso su questi cechi. Mano alla penna...

Per contatti: Forgotten Silence c/o Alexandr Novacek, Machova 487, 665 01 Rosice U Brna - Czech Republic

Claudio Faggion

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Garden Wall - Chimica

Quarto CD, datato 1997, per i friulani Garden Wall. Come trascorrere 66 minuti senza rendersi conto del tempo che passa? Ora ho una risposta. Molte cose sono cambiate dai tempi di Principium (1993). Se allora i G.W. erano di fatto una one-man-band in cui il factotum Alessandro Seravalle si avvaleva di collaborazioni esterne, ora sono un gruppo a tutti gli effetti: ciò ha comportato evidenti modifiche alla musica, con il passaggio da un prog classico, elaborato ma scorrevole all’ascolto ed in definitiva rilassante, ad un metal tecnico, ruvido per i suoni di chitarra e quasi selvaggio per i passaggi di batteria serrati e sovente in doppia cassa. Se non fosse per la tastiera, la quale per circa 30 minuti si riappropria del ruolo che le competeva in passato, parleremmo di tecno-thrash (Watchtower, Mekong Delta ecc.), e per quanto ho sentito dal vivo, senza tastiera, già i G.W. rientrano nella suddetta categoria. Le qualità dei singoli musicisti e dei brani non si discutono: segnalo solamente l’esordio Chemio, suite da 30 minuti divisa in sei movimenti, che sinceramente impressiona anche il più scettico degli ascoltatori. La questione è: dove stanno andando a parare i G.W.? Chi ha apprezzato i loro primi lavori ora non farà i salti di gioia; chi invece si spinge fino ai Pestilence di Spheres o, come detto, al tecno-thrash, resisterà alla mezz’ora melodica di questo CD. Il dibattito è aperto...la scelta spetta ai lettori.

Per contatti: Alessandro Seravalle, Via Mercato n.26, 33052 Cervignano del Friuli (UD)

Claudio Faggion

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Heartfield - Grigio Orizzonte

Tornano i lucani Heartfield con un CD breve ma intenso: nove brani in circa venti minuti. Il sentimento che traspare con evidenza è la tristezza: a partire dal titolo, per proseguire con la copertina professionale in bianco e nero, con le musiche e i testi. Le musiche: il gruppo continua il discorso intrapreso fin dagli esordi, con un’azzeccata miscela di hardcore e thrash metal in cui non mancano episodi più rallentati e relativamente melodici; incuriosisce la cupezza del suono di chitarra, caratteristica accentuata rispetto al passato. I testi, in italiano, a me ricordano quelli dei Negazione e in parte quelli dei Kina. Gli Heartfield confermano di essere in continua evoluzione: in loro, alla rabbia non subentrerà la rassegnazione. Un punto di riferimento per la scena musicale indipendente, e non solo nel Meridione.

Per contatti: Antonio Mancuso, Via Mascolo 6, 75013 Ferrandina (MT). Sito web: www.geocities.com/heartfield77

Claudio Faggion

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Hematocele - Delayed

Nei bigliettini pubblicitari - o “flyers” che dir si voglia - gli Hematocele qualificano “alternative rock” la loro musica, e mi sento di condividere questa scelta. I brani sono assai diversi tra loro per velocità d’esecuzione e sonorità: quanto a quest’ultime, rilevo che le chitarre, pur eseguendo partiture essenziali, non sono ruvide a tal punto da conferire una netta impronta punk o grunge, bensì un suggestivo e, a mio personalissimo avviso, gradevole alone di tristezza e malinconia che permea le loro composizioni. Parti vocali prive di particolari virtuosismi, peraltro superflui in questo tipo di musica; basso e batteria precisi e senza fronzoli. Chi ama le nette classificazioni eviti questo CD, chi invece detesta le barriere musicali ed apprezza le caratteristiche sopra indicate potrebbe ricavare delle piacevoli sensazioni dall’ascolto dei brani composti da questi tre musicisti brasiliani.

Per contatti: Hematocele c/o Caixa Postal 2600, Santo Andrè/SP, CEP 09191-970, Brasil

Claudio Faggion

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Iconoclast - demotape

Sorprendente esordio per Giacomo Pascolini, diciottenne polistrumentista da San Daniele del Friuli, che si propone al pubblico sotto lo pseudonimo Iconoclast; nei tre brani che compongono il demo egli si cimenta alle chitarre, al basso, alla batteria, alle tastiere e alle parti vocali, coadiuvato dal fratello Mattia alla chitarra solista in alcuni frangenti. Rock progressivo di pregevole fattura, con alcuni deliziosi intermezzi di chitarra classica qua e là. Numerosi cambi di tempo ed apprezzabili esecuzioni per le parti dei singoli strumenti, senza tecnicismi fini a se stessi. I brani raggiungono una considerevole lunghezza, specie Testament che occupa l’intero lato A della cassetta. Se è vero che vi sono dei discreti margini di miglioramento, specie riguardo alle parti vocali, è innegabile che gli amanti del genere farebbero bene a contattare fin d’ora questo baldo giovane: non resteranno delusi dalla musica da lui creata ed eseguita; se questo è solo l’inizio, e non c’è da dubitarne, ne sentiremo certamente riparlare. Non dite, tra qualche anno, che non eravate stati avvertiti in tempo!

Per contatti: Iconoclast c/o Giacomo Pascolini, Via Fontanini n.60, 33038 San Daniele del Friuli (UD)

Claudio Faggion

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Iguanas - Musica Tosca Para Quem Tem Pressa

Gli Iguanas sono un terzetto brasiliano attivo dalla fine del 1999; hanno pubblicato nel 2000 il loro primo lavoro, oggetto della presente recensione. Gli intenti del gruppo sono quelli di proporre un suono diretto e d’impatto con riferimenti al punk ‘77 (ai Clash secondo alcuni recensori; io propendo per i Ramones) ma con aperture a sperimentazioni sulla falsariga degli Husker Du; i testi, alcuni dei quali in portoghese ed altri in inglese, affrontano temi impegnativi quali la violenza, la droga e la politica. I sette brani colpiscono nel segno, in quanto l’energia che sprigionano di per sè è ulteriormente valorizzata dall’esecuzione precisa e dalla registrazione nitida (anche se vi sono dei fastidiosi fruscii negli ultimi brani). Oltre alle radici punk, i più attenti ascoltatori coglieranno distintamente qualche passaggio alla Nirvana. Gli Iguanas costituiscono un’espressione artistica sincera e genuina, che sarà apprezzata da quanti detestano il punk patinato da superclassifica.

Per contatti: Iguanas c/o Carlos Braz, Rua Ary Fontenelle, 337/202 - Centro - Barra Mansa, RJ, CEP 27330-670, Brazil

Claudio Faggion

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Il Canemacchina - S/T

Rock progressivo elaborato, ma comunque con ben distinguibili linee melodiche: questo è quanto troverete nei tre brani propostici da questo gruppo marchigiano nell’omonimo CD autoprodotto. Complimenti sia per la nitida registrazione che per la proposta musicale in genere, ricca di sonorità e interventi talvolta imprevedibili. Ho avuto modo di sentirli dal vivo, e oltre a confermare la buonissima impressione lasciata dal CD, ho constatato che sono dei gradevoli intrattenitori; il pubblico non resterà deluso. Disponibili per scambi di materiale con altri gruppi. Da seguire con attenzione.

Per contatti: Il Canemacchina c/o Francesco Fabretti, Vicolo Alemanni 3/a, 62019 Recanati (MC)

Claudio Faggion

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Juglans Regia - Prisma

I toscani Juglans Regia sono, a mio avviso, uno dei gruppi che vantano la più lunga militanza nella scena “sotterranea” nazionale. Dopo un cambio di denominazione (all’origine Raising Fear), avvicendamenti di musicisti, alcuni demo ed un progressivo allontanamento dal metal classico degli esordi, esce ora, agli inizi del 2002, il tanto atteso CD che non delude certamente le attese. Alcuni dei brani qui contenuti erano presenti, sia pure in fase embrionale, anche nell’ultimo demo, dunque non costituiscono una novità assoluta. Ci troviamo di fronte ad un gradevolissimo incrocio tra heavy metal, melodia e rock italiano, mantenendo però (fortunatamente) le dovute distanze dai loro corregionali Litfiba e Negrita. Le tastiere, di recente introdotte in formazione, hanno acquisito un ruolo importante nella struttura dei brani, accentuando rispetto al passato la fruibilità da chi non digerisce dosi massiccie di chitarra; come contraltare, tuttavia, nei momenti in cui quest’ultima recita la parte della protagonista, il suono risulta ora più “cattivo” ed aggressivo, complice anche una registrazione nitida. Menzione, infine, per il cantante, che dimostra ancora una volta le proprie capacità espressive ed esecutive, ma che purtroppo risulta talvolta penalizzato in fase di mixaggio. I testi sono personali e “riflessivi”, sia nel senso che rappresentano riflessioni dell’autore, sia nel senso che fanno riflettere l’ascoltatore, e concordo con chi ritiene che nelle liriche aleggi una certa tristezza. In conclusione: chi già conosce il gruppo, rimarrà soddisfatto. Vivamente consigliati anche a chi non li ha mai ascoltati ma apprezza le caratteristiche sopra illustrate.

Per contatti: Juglans Regia c/o Massimiliano Dionigi, Via Pacinotti 4, 50019 Sesto Fiorentino (FI)

Claudio Faggion

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Kingcrow - Hurricane’s Eye

Dalla provincia di Roma giunge questo gruppo la cui musica, su varie pubblicazioni, è stata qualificata come prog-metal; ritengo invece che, dei quattro brani qui presenti, soltanto uno rientri appieno in tale definizione: trattasi del secondo, lo strumentale con intro cantato da voce femminile intitolato Hurricane’s Eye, che tra l’altro è il mio preferito. Il brano d’esordio Kingcrow è molto più vicino al metal classico, il terzo è una suite divisa in tre episodi e rientra nel prog, infine il quarto è un lento orecchiabile e come tale c’entra poco con tutto il resto. Di prog-metal si potrebbe parlare in virtù del suono tutt’altro che ispido della chitarra, tale da fare storcere il naso ai puristi del metal, ma d’altro canto sufficientemente grintoso per provocare leggeri dolori alle delicate orecchie dei progster più placidi. Sempre riguardo alla chitarra, qua e là appaiono dei felici spunti solistici che lasciano trasparire una buona tecnica. Nulla di particolare da segnalare, né in bene né in male, per le parti cantate da voce maschile e per gli altri strumenti: vi è però qualche passaggio articolato che accentua il lato “prog” della musica proposta da questa formazione laziale. Per ottenere il MCD è sufficiente inviare un contributo per le spese postali a: Diego Cafolla, Via C. Colombo 9/c, 00061 Anguillara Sabazia (Roma)

Claudio Faggion

Buon demo, ancora meglio l'album... aspetto con anzia il secondo dato che
hanno cambiato cantante e quello vecchio non mi faceva impazzire
Claudio

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Kraljevski Apartman - Izgubljen U Vremenu

E pensare che durante il brano d’esordio Izgubljen..., un metal tiratissimo degno di uno sfrenato pogo, immaginavo di saltare per la stanza anche per i restanti undici episodi! Ben presto si migra verso sonorità più tranquille e ritmi più pacati che si rifanno al metal classico anni ‘80, ma anche ad epoche più remote: per rendere l’idea, ci sono pregevoli rifacimenti in lingua serba di Lady In Black (Uriah Heep) e Long Live Rock’n’roll (Rainbow). Non mancano i “lenti”: uno è fin troppo melodico, altri due fortunatamente presentano una chitarra ritmica ben scandita. Per la cronaca, pare che Izgubljen U Vremenu sia considerato il miglior CD rock pubblicato in Jugoslavia nel 2000. Che altro aggiungere? Musica senza dubbio stagionata, ma chi è rimasto legato all’hard rock e al metal anni ‘80 con i Kraljevski Apartman va sul sicuro.

Per contatti: Rock Express Records, P.O. Box 666, 11000 Belgrade, Yugoslavia. Sito web: www.rockexpress.org

Claudio Faggion

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La Cacca Intorno - Parla Come Suoni

Dareste credito ad un gruppo con un nome simile? Ed invece i tre goriziani nei dodici episodi di questo CD pubblicato nel 2001 si destreggiano egregiamente, pur senza stupefacenti virtuosismi, tra rock, reggae, brani lenti e perfino dance-music; i testi, espliciti ed inadatti ai puritani, ricordano alla lontana Elio E Le Storie Tese della prima ora. Dal vivo sono più aggressivi e, a mio parere, danno il loro meglio. Gli amanti di questo tipo di proposte contattino senza indugio il seguente indirizzo e-mail: lacacca@netscape.net; sito web: www.lacaccaintorno.com.

Claudio Faggion

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Link - FarlaFrancaShow

I Link, gruppo proveniente da Udine e provincia, si erano costruti una buona fama nel 1999 grazie ad un interessante CD e ad un notevole numero di concerti: poi, il silenzio; riappaiono nel 2001 con un nuovo lavoro, una formazione leggermente mutata ed una proposta musicale più evoluta rispetto agli esordi. Si parla, qui, di rock contaminato da spruzzi di elettronica, che fortunatamente non è divenuta l’elemento basilare; i riferimenti, pur con tutte le cautele possibili, possono essere individuati sia nelle proposte di C.S.I. e affini, ma anche, per alcuni accordi ed arpeggi chitarristici dissonanti, a quel filone che vede quali capifila i Marlene Kuntz. La marcia in più dei Link è costituita dalla versatile ed acrobatica voce di Anna Jacovissi, che volteggia sul tessuto sonoro tutt’altro che piano e prevedibile predisposto dai suoi compagni d’avventura. Riguardo alla chitarra, noto che le sonorità sono più secche ed ispide rispetto a come le ricordavo, ed un uso sapiente dell’effettistica valorizza complessivamente il lavoro, peraltro mai banale, di Davide Pasqua. Il basso e la batteria hanno il pregio di costruire una solida base lasciando trasparire le capacità dei singoli musicisti senza indulgere in virtuosismi autocelebrativi. I testi sono “cerebrali” e richiedono più di un ascolto per essere apprezzati. Concludendo: per i Link questo CD è un positivo ritorno, che merita di essere supportato come si conviene.

Per contatti: Trinità Germano, Piazza Terenzio n.29, 33050 Terenzano (UD)

Claudio Faggion

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Baris Manco - The Rarities 66-81

Baris Manco, nato nel 1943 e deceduto nel 1999, è stato uno dei più importanti esponenti della scena rock turca; questa cassetta, pubblicata nel 2000, contiene 27 brani ripescati da registrazioni (7”, demo, jam sessions) giacenti in polverosi magazzini: tale opera di recupero ha consentito di portare alla luce dei piccoli tesori. In generale si tratta di rock anni ‘60 con sensibili influenze etniche arabeggianti; i brani più antichi rientrano addirittura nella psichedelia. La lingua turca è quella maggiormente usata per le liriche. Se anche fosse vera l’obiezione secondo cui questa è musica per nostalgici rimasti trent’anni indietro nel tempo, terrò ben stretto questo nastro a tiratura limitata (500 copie) per evitare che qualcuno me lo rubi. Chi è interessato può inviare 5$ a questo indirizzo: A.O.N. distro c/o Ivailo Tonchev, Stara Zagora 6010, Kv Kazanski 16-G-115, Bulgaria. E-mail: aon@mbox.vereya.net

Claudio Faggion

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Mindflower - Mindfloater

I Mindflower, terzetto proveniente dalla provincia di Piacenza, dopo l’esordio datato 1995 si ripresentano nel 2001 con un CD dal contenuto musicale difficilmente definibile. Senz’altro la loro proposta, tanto nei brani ritmati che in quelli d’atmosfera, si avvicina assai alla psichedelia: in principio mi hanno ricordato i Pink Floyd, poi si scoprono delle combinazioni particolari che ci fanno riconsiderare il citato paragone. Ecco alcune sensazioni da me colte durante l’ascolto: il basso esegue sorprendenti ricami sulla base di chitarra elettrica distorta ed arpeggiata; in modo del tutto inatteso, senza che ci si accorga del cambio, il tempo diviene pluricomposto; in un brano, poi, ci troviamo con suoni spaziali di tastiera, ruvida chitarra con ritmica stoppata e batteria quasi sempre sui “tom”; la chitarra acustica è quasi ovunque presente e, qua e là, compare un pianoforte. Per comodità, possiamo allora affermare che vi sono frequenti digressioni nel prog rock. Comunque la si consideri, questa musica è affascinante e costituisce un enigma per chi la deve descrivere a parole. Volete provarci anche voi?

Per contatti ed ulteriori informazioni: info@mellowrecords.com

Claudio Faggion

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Moongarden - Meteor

Formazione polacca dedita principalmente al gothic-doom metal, con sporadici episodi nei quali il ritmo è più sostenuto rispetto alla velocità media di tale genere; le peculiarità dei Moongarden sono costituite dalle parti cantate in polacco e dalla voce che si risolve in un lungo e tenebroso lamento: per i miei gusti quest’ultimo aspetto è fin troppo enfatizzato, però gli appassionati resteranno soddisfatti; segnalo, per correttezza, che talune parti vocali sono sensibilmente “autonome” rispetto alla linea musicale sottostante e alcuni passaggi di chitarra, almeno al sottoscritto, han fatto sorgere perplessità. In definitiva i Moongarden, sebbene non facciano gridare al miracolo, si lasciano ben apprezzare, considerando anche i rigidi limiti compositivi entro cui tutti i gruppi doom si trovano ad operare; i brani più convincenti sono, a mio avviso, quelli in cui maggiormente compaiono fraseggi oscuri e privi di distorsione. Chi non ha una particolare predilezione per questo tipo di musica è consigliato di rivolgere la propria attenzione altrove. I Moongarden sono disponibili a scambiare il proprio demo con i lavori di altri gruppi.

Per contatti: Marek Heimburger, ni@interia.pl

Claudio Faggion

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Mythopoeia - The Golden Leaf Of Oak

Bentornati! Dopo il demo Scheps Ankh... del 1999 la formazione ceca riappare nel 2001 con un CD contenente nove brani. Il gruppo definisce la propria musica “hermetic doom death metal”: se tale qualificazione era calzante per il demo, ove l’atmosfera si presentava cupa, suggestiva ed allo stesso tempo maestosa, appare invece limitante per il CD in cui compaiono aperture melodiche tali da rendere la musica del gruppo fruibile da un uditorio più ampio che in passato. I Mythopoeia abbandonano la nicchia in cui si erano collocati e spaziano in più estesi territori, senza rinnegare le proprie origini (la voce “growl” e le parti ritmiche ben cadenzate di chitarra elettrica) e al contempo senza svendersi. A mio avviso, la chiave nella svolta è data dal modo in cui vengono utilizzati il piano elettrico e le tastiere: la loro presenza pare ora più incisiva grazie a saltuari fraseggi solisti semplici e ben memorizzabili. Quale termine di paragone, da considerare con le dovute cautele, indico i Moonspell di Irreligious per l’aura malinconica nei passaggi lenti e i Gorefest di Erase per sonorità e partiture tipicamente “death metal”, compreso l’uso della batteria in doppia cassa. Onore al merito, e lunga vita ai Mythopoeia.

Per contatti: Equinox Prods. c/o Pavel Kusniarik, Blatenska 12, 307 02 Plzen, Czech Republic

Claudio Faggion

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Mytra - Meaningless Heavenly Being

Le definizioni, in campo musicale, sono ingannevoli: prima di ascoltare questa cassetta credevo, basandomi sulle informazioni in mio possesso, che i Mytra proponessero death metal ipertecnico con pressoché assoluta preclusione alla melodia; dopo l’ascolto, mi sono chiesto cos’abbiano a che spartire con il death metal questi ungheresi. L’unico elemento “estremo”, peraltro ben mimetizzato in quanto il volume è basso e le parti vocali sono brevi in tutte le canzoni, è costituito dalla voce ringhiosa. Più rilevante è l’aspetto “prog”: i suoni sono squillanti e le tastiere, sia per le partiture elaborate sia per il volume relativamente alto a cui sono tenute in questa registrazione, svolgono un ruolo fondamentale; inoltre, sebbene l’impatto sonoro sia talvolta estremamente violento e ogni strumento esegua passaggi complicati, mai la melodia viene soffocata dai virtuosismi dei singoli: in ciò sta il principale punto di forza del gruppo. Ritengo che i Mytra troveranno più estimatori in campo “prog” che in quello “death”: in quest’ultimo genere musicale, tuttavia, il gruppo ritiene di trovare la propria adeguata collocazione. Ma le definizioni...vedi sopra.

Per contatti: Gabor Bartok, Bartok Bela ut. 65, 3700 Kazincbarcika, Hungary

Claudio Faggion

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Nikotina - Live 2000

Ruvido punk con digressioni hc per i fiorentini Nikotina. Dieci brani dal vivo, cantati in italiano, con testi che denotano un notevole impegno sociale. Il CD è totalmente autoprodotto. Non aspettatevi esecuzioni impeccabili e qualità di registrazione eccelsa: troverete, invece, tanta grinta ed onestà di fondo. I Nikotina scambiano senza problemi il loro “live” con i lavori di altri gruppi. Consigliato ai veri amanti del genere, sconsigliato ai Punkammoda (titolo di un loro brano).

Per contatti: Nikotina c/o Andrea Ricci, Via Bisenzio n.11, 50127 Firenze

Claudio Faggion

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Pantàn - S/T

E’ ormai risaputo che in Friuli molti gruppi utilizzano la “marilenghe” (lingua madre) nei testi delle loro canzoni. I Pantàn si candidano a ricoprire una posizione di primo piano nella scena musicale regionale, con buone possibilità di positivo riscontro anche al di fuori dell’area geografica di provenienza. In questo MCD omonimo troviamo cinque brani “rock”: ora lenti senza essere melensi, ora più sostenuti ma senza eccedere in velocità e ritmo. Oltre a digressioni acustiche cariche di tensione vi sono contaminazioni funk che mi hanno riportato alla mente i Jane’s Addiction di Ritual...; quanto ai testi, in essi troviamo ora descrizioni drammatiche, ora frasi enigmatiche, ora episodi “leggeri”. Qua e là ci si imbatte in curiosi giochi di parole che, a seconda dell’interpretazione data, conferiscono alla stessa frase significati diversissimi tra loro.
Pantàn: da tenere sotto attenta osservazione.

Per contatti: Radio Onde Furlane, Via Volturno 29, 33100 Udine

Claudio Faggion

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Predator - Hell On Earth

Questo terzetto brasiliano, dopo un demo uscito qualche anno fa, pubblica nel 2001 un MCD con cinque pezzi tra i quali un estratto dal precedente lavoro. I Predator propongono death metal senza molte aperture melodiche, ma neppure asfissiante; si tratta di musica un po’ datata e ripetitiva, ma è pacifico che i margini di manovra consentiti dal genere sono assai limitati: tuttavia i brasiliani non sono monocordi, e le loro capacità compositive ed esecutive traspaiono dai cambi in tempi dispari che s’insinuano qua e là nel canonico quattro-quarti; nota di merito inoltre per alcune costruzioni basso-chitarra alla Death e per i passaggi chitarristici simili, per sonorità, ai Pestilence, due tra i miei gruppi preferiti nel metal estremo. Sia chiaro, i Predator non propongono alcunché di nuovo né di strabiliante: se però vi piace il genere e navigate nel profondo underground musicale mondiale, allora questo gruppo potrebbe rappresentare una gradita sorpresa.

Per contatti: Predator c/o W/Jener, Rua tronca 3423 - Caxia do Sul - RS - CEP 95010-100, Brazil

Claudio Faggion

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Psycho Therapy - Ugly, Bad & Dirty demotape

In questo demo datato 2001 dei calabresi Psycho Therapy ci sono, se ho ben capito, tre cover (Search And Destroy, Summertime Blues e Have You Ever Seen The Rain), un rifacimento di un brano degli Hand Of Doom, gruppo in cui due membri degli P.T. militavano (la canzone si intitola proprio Hand Of Doom, sonorità doom metal) e una lunga improvvisazione che rivela già dal titolo le proprie caratteristiche (Rock Blues Jam). Tutto, in questo demo, è artigianale: a buon intenditor, poche parole. Apprezzo il coraggio di questi ragazzi in quanto cercano, nonostante gli scarsi mezzi a disposizione, di far circolare il nome del gruppo diffondendo un lavoro che, probabilmente, è stato concepito per uso esclusivamente “interno”. Evidentemente non è stato possibile fare di meglio: per ora, può anche andar bene così. Una considerazione, però, è d’obbligo: se, come ho letto nella biografia, nei piani degli Psycho Therapy è prevista l’uscita di un CD, si dovrà cambiare radicalmente registro. C’è molto da lavorare: in bocca al lupo.

Per contatti: Morgan c/o Francesco Gallo, Via S. Antonio n.131, 88064 Chiaravalle C.le (CZ)

Claudio Faggion

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Rosaluna - Barriere

I Rosaluna, gruppo di origini meridionali ma con sede in Bologna (i componenti studiano all’università del capoluogo emiliano), in questo CD d’esordio uniscono la grinta del rock alla melodia del folk. Nonostante, in apparenza, i sei episodi si differenzino a seconda che prevalga l’una o l’altra delle due citate componenti, il gruppo ha una propria forte personalità e ciò lo rende immediatamente riconoscibile. I testi, ora cantati ora recitati, in italiano e in calabrese, sono ben curati: se l’obiettivo, come affermato nella biografia, è quello di trasmettere all’ascoltatore “l’insofferenza ai ritmi frenetici e alle atmosfere ossessive delle città, che hanno preso il posto della più naturale cadenza della vita quotidiana nel paese”, allora i Rosaluna sono riusciti in pieno nel loro intento. Gradevolissimi e... inquietanti.

Per contatti: Rosaluna c/o Marco Ambrosi, Via degli Angeli n. 12, 40124 Bologna

Claudio Faggion

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Shadeworks - Sooty Limbs

Il nome “Shadeworks” è stato scelto dal musicista belga Nicolas Arnaud per il proprio progetto solista; egli ha composto e suonato i quattro brani contenuti in questo promo-MCD con l’ausilio, per quanto riguarda le parti vocali, di Fae, cantante degli Ici Winds (gruppo in cui lo stesso Nicolas Arnaud suona la batteria). Il genere eseguito è il prog metal: è difficoltoso individuare termini di paragone al di là di quello, peraltro scontato, costituito dai Dream Theater. Con riferimento al precedente demo alcuni recensori avevano scorto influenze dei Cynic e dei Theater Of Tragedy: per quanto sento in Sooty Limbs, ritengo i primi ben più duri-e-crudi degli Shadeworks, mentre sono all’oscuro della proposta musicale dei secondi e dunque non mi posso pronunciare. Negli Shadeworks si apprezza fin dalle prime battute il notevole lavoro chitarristico; la struttura dei brani, sebbene articolata, non pregiudica la scorrevolezza degli stessi. Quanto al ritmo: premesso che vi sono cambi di tempo in ogni canzone, la prima e la quarta sono più lente ed atmosferiche delle altre e, personalmente, tenendo anche in considerazione le sonorità dei singoli strumenti, ritengo siano le meglio riuscite di questo MCD; gli altri episodi, più veloci, complice anche la presenza della doppia cassa in alcuni frangenti, risultano leggermente confusi all’ascolto. Talvolta le parti vocali, seppure abilmente effettate come in Terra, non paiono del tutto convincenti ed all’altezza del pregevole tessuto musicale sottostante. In futuro uscirà un CD ufficiale di questo artista belga: gli amanti del prog metal sono però consigliati di accaparrarsi una delle 250 copie del MCD qui recensito, prima che vadano esaurite.

Per contatti: Nicolas Arnaud, 22 rue Reniers, 1090 Jette, Belgium

Claudio Faggion

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Slapsticks / Freon 12 - Split MCD

I friulani Slapsticks (quattro brani) propongono sonorità e ritmi hardcore talvolta sapientemente miscelati a elementi thrash metal. Nei primi anni ‘80, al crollo delle barriere tra metal e punk, si parlava di “crossover”, e ritengo che tale qualificazione qui non sia azzardata. Colpisce la brillantezza nel suono degli strumenti, in particolare il basso. I sardi Freon 12 (sei brani) si muovono su terreni musicali più vicini al thrash metal; il tipo di cantato, addirittura, non sarebbe fuori luogo in un contesto “death”; il ritmo è in genere più lento rispetto agli Slapsticks e ciò, date le sonorità assai cupe adottate dagli isolani, è un bene. Né gli uni né gli altri strabiliano per originalità o per doti compositive/esecutive, tuttavia meritano attenzione sia perché siamo in presenza di una sincera autoproduzione (motivo sufficiente per dare loro supporto) sia perché nei testi (in inglese per gli Slapsticks, in italiano per i Freon 12) ambedue i gruppi affrontano argomenti ed esprimono opinioni su cui vale la pena riflettere.

Per contatti: Freon 12 c/o Christian Lecca, Via A. Moro 16, 09016 Iglesias (CA)

Claudio Faggion

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Suburban Noise - Here Comes The Sun

Il trio leccese, nei cinque brani contenuti in questo lavoro, propone hardcore melodico cantato in inglese, talvolta con alcune interessanti sfumature vicine al blues e cambi di ritmo (in Farewell), e dimostra anche di saper creare atmosfere tranquille con passaggi strumentali semplici ma non banali (in Sunflower). Condivido le riflessioni dei componenti espresse in copertina: è triste e duro scoprire che il mondo degli adulti soffoca le speranze dei ragazzi... “abbiamo bisogno di messaggi positivi per prendere coraggio e poter avere dei sogni da realizzare”. A voi la mia più sincera stima.

Per contatti: Stefano Manca, Via Dante n.3, 73012 Campi Salentina (LE)

Claudio Faggion

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Tornado - S/T

Una dicitura sulla copertina rivela quale sia il genere proposto da questo gruppo jugoslavo: progressive byzantine metal; in verità io ho rilevato tantissimo metal classico, svariati accenni prog e, saltuariamente, sonorità e fraseggi orientaleggianti (specie in Kraljeva Liubavnica). Il pregio maggiore dei Tornado consiste nell’articolata struttura dei brani, talvolta di notevole lunghezza; vi sono, quali eccezioni alla regola, episodi brevi: uno strumentale con sola chitarra acustica e uno ove sono protagonisti voce ed organo. Le capacità esecutive sono fuori discussione, salvo qualche riserva per le parti vocali negli acuti; invece, francamente lascia perplessi la forte impressione di “già sentito” che si ricava dall’ascolto di queste canzoni. Gli estimatori del metal anni ‘80 si facciano avanti senza timore; gli altri...ci pensino.

Per contatti: Rock Express Records, P.O. Box 666, 11000 Belgrade, Yugoslavia. Sito web: www.rockexpress.org

Claudio Faggion

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Vortice Cremisi / Sidewinder - 7”

Disco in cui sono presenti su un lato gli italiani Vortice Cremisi da Ancona con il brano Mr. Deltaplane, e sull’altro i britannici Sidewinder con i brani Let Heavy Objects... e Contact. I Vortice Cremisi ritornano in pista, dopo la dipartita della bassista Silvia Landini, con una formazione a tre elementi e con una canzone che, seppure simile nelle sonorità a ciò che ci è stato proposto in passato, si differenzia in alcuni punti dalla precedente produzione: in particolare vi è un sensibile rallentamento nel ritmo e contestualmente la presenza di parti di batteria più serrate, come mai si era udito in passato dal buon Massimo Di Prenda; segnalo inoltre l’inconsueta lunghezza del brano, che occupa l’intero lato riservato al gruppo marchigiano. Riguardo ai Sidewinder: le sonorità sono affini a quelle dei Vortice Cremisi, tuttavia si notano una marcata influenza rock-blues in alcuni passaggi chitarristici nonché degli squarci nella plumbea cappa “stoner” attraverso i quali filtrano inattese sequenze melodiche; vi è inoltre, rispetto ai colleghi italiani, un maggiore utilizzo di effetti (principalmente la distorsione) applicati alle parti cantate. Il vinile, in color cremisi, costa L. 5.000, comprese le spese postali, da inviare in contanti a: Massimo Di Prenda, Via Monte San Michele n.3, 60124 Ancona

Claudio Faggion

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Zlatko - To Call Out In The Black

Ho ben poche notizie riguardanti questo artista, e ancora meno sulla sua produzione; quel che pare certo è che si tratti di un progetto solista di Zlatko Anastasov da Plovdiv, Bulgaria, e che tutti i cinque brani di questa cassetta - pubblicata nel 1995 - siano stati da lui scritti, arrangiati, cantati e suonati; le scarne note di copertina non ci rivelano se egli si sia avvalso anche di aiuti da parte di colleghi alla voce o ai vari strumenti. La musica di Zlatko è tranquilla, d’atmosfera, in cui la base è data o da una chitarra arpeggiata o da un tappeto uniforme di tastiere, e talvolta da ambedue questi elementi su cui scorre, quasi soffusa, la voce; non a sproposito si potrebbe parlare di psichedelia. Ciò che lascia stupiti è che, nonostante la pressoché assoluta mancanza sia di parti ritmiche ad opera di batteria o percussioni, sia di intrecci tra le linee dei vari strumenti, vi sono passaggi inquietanti ed altri che, nel loro piccolo, sono maestosi. Analoga impressione avevo ricavato dall’ascolto di un compositore russo di musica elettronica, Artemiy Artemiev. E’ un caso, oppure una caratteristica comune anche ad altri musicisti dell’Est Europeo? Di certo i brani contenuti in To Call Out... non sconvolgeranno il mondo delle sette note; però, se cercate musica che vi faccia pensare e vi lasci, durante e dopo l’ascolto, un sottile, indefinibile senso di disagio interiore, Zlatko potrebbe rappresentare una gradita sorpresa.

E-mail: aon@mbox.vereya.net

Claudio Faggion

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