Bran Van 3000 - Discosis (Grand Royal, 2001)
Tornano i Bran Van 3000, quelli che un po’ di anni fa ci avevano bombardato i neuroni con il singolone Drinkin’ In L.A., e lo fanno con un disco niente male. Forse a causa del continuo e stressante airplayng del già citato singolo e, l’appartenenza ad un genere musicale (l’elettronica e la disco in generale) piuttosto lontano dai miei gusti personali, mi ero posto verso questo nuovo lavoro con un po’ di diffidenza. Poi ascolti la prima canzone, Astounded (canzone scelta come primo singolo), una specie di rielaborazione della black-disco anni’70 con tanto di voce presa in prestito dal da poco scomparso Curtis Mayfield (colui che musicò alcuni dei più importanti film della Blaxploitation; sua per esempio la colonna sonora di Superfly), e ti ritrovi a ballare scatenato da solo come un idiota nella tua cameretta.
Il resto del disco, lo diciamo subito, non è all’altezza di questo splendido singolo, ma ha sicuramente molti spunti interessanti. Per farsene un idea basta vedere quanti, e quali sono i personaggi che hanno dato una mano a James DiSalvo e al suo già vasto gruppo, per ultimare questo Discosis: dal super D.J. Dimitri From Paris al rapper Big Daddy Kane, dal genietto della musica Momus a Youssou N’Dour (!!!), e via di questo passo. A livello musicale, DiSalvo compie la stessa operazione: non si può parlare di un disco prettamente di genere, in quanto c’è spazio per la dance anni’70, per il rap, il dub, il reggae, la musica latina, il rock fino ad arrivare al folk autoriale modello Jewel, strizzando l’occhio ai suoni dell’exotica e al lounge tanto in voga in questo periodo (vedi l’uso del dimenticato flauto traverso). Un disco che presenta tanti generi e tanti collaboratori sottolinea il fatto che i BV3000 sono, a mio avviso in un genere, che al di là di rare eccezioni (vedi tutto il movimento francese: Air, Daft Punk, Phoenix, Laurent Garnier, Les Rythmes Digitales…), presenta prodotti sterili che se fanno riferimento al passato lo fanno solo in modo “modaiolo”, uno dei pochi gruppi in circolazione ad avere una idea dinamica o quantomeno intelligente di musica, con un cospicuo background che copre gli ultimi trenta anni di musica. Ci vuole infatti un’adeguata conoscenza musicale, e molta disinvoltura, per unire nello stesso pezzo, senza apparente continuità, pura dance da club e influenze latineggianti. Il fatto che i Beastie Boys si sino interessati a quest’album, curandone la produzione, è una garanzia in più, visto che da tempo non sbagliano un disco (vedi l’exploit degli At The Drive-In, Sean Lennon, Luscious Jackson…).
Insomma, se vivessimo in un mondo migliore, quest’estate al posto di Alexia o delle Lollipop ci penserebbero i Bran Van 3000 a farci ballare tutti contenti.
Casanova Wong
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