Franco Battiato - Fleurs 3 (Columbia/Sony, 2002)
Decide di fare il bis con un album che fa scuola di classica canzonetta italiana, non si sa se influenzato più dalle 600.000 copie vendute col primo episodio di Fleurs o dall’amico e collega Manlio Sgalambro, impegnato anche lui nella rilettura di brani del passato (Parlami D’Amore Mariù, La Vie En Rose) e del presente; ma se “me gustas tu” aveva già annoiato nella versione originale di Manu Chao, immaginatevela in Fun Club cantata da Sgalambro; comunque questa è un’altra storia...
Fatto sta che da agosto è nei negozi anche Fleurs 3 (del numero 2 sa qualcosa solo lo stesso Battiato..), potente nella sua capacità di rivangare nel passato e rinascere nel presente attraverso la nobile reinterpretazione del maestro.
La prima traccia è Perduto Amore di Adamo, alla quale seguono Impressioni Di Settembre di Mogol e Se Mai di Chaplin-Calabrese-Gramitto-Ricci.
Appare subito chiaro che al seguito più giovane del cantautore siciliano (quello di ventenni che balla e sballa ai suoi concerti) non sarà dato di conoscere, se non dopo un’accurata ricerca, la versione originale di questi o altri brani come Ritornerai di Bruno Lauzi, del 1965, o Col Tempo Sai. Suoni familiari con Il Cielo In Una Stanza, forse anche un po’ troppo emblema della canzone italiana, e al centesimo ascolto ci si abitua più a sentir cantare a Battiato Bein Schlafengehen di Strauss che il pezzo di Gino Paoli.
I ricordi di Battiato sentono il bisogno d’esser spolverati, reinterpretati col senno di poi, per giungere a nuova vita con forte energia e consapevolezza del presente. La forza di questo disco è da cercarsi nella scelta degli arrangiamenti che hanno lungamente impegnato Battiato e quasi condizionato la scaletta del disco, ma sicuramente hanno anche dato vita ad alcuni episodi felicissimi come Insieme A Te Non Ci Sto Più, Leggerezza scritta da Paolo Conte per Caterina Caselli e Le Tue Radici di Alan Sorrenti.
Naturalmente non manca Come Un Sigillo, l’inedito scritto dall’ormai celebre coppia Battiato-Sgalambro, e addirittura interpretato duettando con Alice…richiamando i vecchi tempi, seguendo la 'politica' dell’album - verrebbe da affermare.
A tutti è dato di trovare la propria perla, in memoria del passato o grazie all’interpretazione di Battiato, o ancora magari proprio in nome della canzonetta italiana. Con tutti i complimenti che si possono fare al grande maestro, resta comunque il fatto che molti, fra le tracce scelte, avrebbero obbligatoriamente inserito almeno un pezzo del Battiato vecchio stile e preferito ascoltare la versione 'new millenium' di Stranizza D’Amuri. |