Onomatopea - S/T (Autoprodotto, 2002)

Onomatopea è una coppia formata da Delia Lyn (voce, chitarra, flauto) ed Andy Pietropaolo (basso, tastiere, campionamenti e programming), che oltre ad essere moglie e marito condividono la passione per la musica, concepita come linguaggio universale (l'onomatopea, appunto) che appartiene "a tutte le culture ed aree geografiche del mondo".
Questa visione deriva evidentemente dalle esperienze personali dei due ed in particolar modo dai destini incrociati che hanno permesso il loro incontro umano ed artistico: Andy è un bassista e produttore romano, mentre Delia è cantautrice e proviene da San Francisco. Il loro debutto discografico unisce le molteplici influenze in un collage da qualcuno definito "post-modern pop", che sa tanto di new age quanto di romantico, ha al suo interno contaminazioni etniche e jazz, e tende talvolta al misticismo (influenza forse della passione di Delia per l'astrologia). Immediatamente la voce di Delia fa pensare a Bjork, sin dal primissimo brano, che è il migliore per me in quanto il più 'moderno': drum n'bass di sfondo, melodie sognanti e voce fatata a trasportarci in un universo parallelo e senza tempo. Talora (Change) le evoluzioni della voce di Delia sono lasciate libere di fluttuare su di un tenue tappeto di suoni elettronici ("change brings liberation"); il pezzo risulta piacevole e rilassante. Così come Dreaming, con la morbida voce di Delia e l'atmosfera particolarmente calda e tranquillizzante: ottima appena prima di andare a dormire (e non perchè sia soporifera). You're So Wild, piano/tastiera e basso, più voce sensuale, ben legata all'argomento trattato, è un pezzo affascinante e - secondo me - bello pronto per girare su MTV, quantomeno nella programmazione notturna. Forse troppo lungo (circa nove minuti), unica pecca; gli ultimi minuti, infatti, con la digressione sdolcinata "love is beautiful", potevano essere tranquillamente evitati, ed il pezzo ne avrebbe guadagnato in efficacia. The Speed Of Light è pop pulitino con chitarra, armoniose melodie e voce cristallina, con risultato estremamente godibile. In Infinite Burning invece non trovo nulla di particolarmente entusiasmante, il basso si lascia andare ai suoi giri e la voce ad un cantato libero. Dreaming About You propone ritmi esoticheggianti ("dreaming about the way you touch me with your inner beauty")... Easy listening, carina. The Power Of Light And Love scorre piacevole, ma senza lasciare traccia; Lucky Charm, idem come sopra.
Come prima prova non c'è male, indubbiamente. La voce, incredibilmente, non stanca, ma attrae in maniera continuativa nonostante la somiglianza notevole (e ricercata?) con la già nominata Bjork. Più che altro mi disturbano un po' tutta la gioia e la luce propagate forzatamente dal disco, che mi sanno tanto di new age-nuovi figli dei fiori, ecc... Ma capisco che facciano parte del tutto e completino la fotografia - non soltanto sonora - di Onomatopea. Il disco soffre, però, della eccessiva lunghezza; all'ascolto degli ultimi brani arrivo, onestamente, stremato, ed allora sì che la voce risulta apparire monocorde ed il suono monotono ed estremamente uniforme. Lavorando su questi aspetti sarà possibile rendere i prossimi lavori più vari ed ulteriormente interessanti.

Ho ascoltato "Onomatopea" e mi piace molto. Per questo quando ho trovato
questa recensione l'ho letta con curiosità.  Mi sembra che ci sono delle
contraddizioni abbastanza nette in quello che Lorenzo afferma. Inoltre,
al contrario di Lorenzo, ho apprezzato del disco la lunghezza fuori del comune
di alcuni brani. Prova che l'appiattimento e l'omologazione attuate dalle major
discografiche da tanti anni non intaccano l'integrità di alcuni artisti
indipendenti che hanno il coraggio di esprimersi. E si tratta, secondo me,
proprio di questo coraggio quando Lorenzo si dichiara infastidito da "tutta
la gioia e la luce" contenuta nel cd (che per la verità contiene anche buio
e dolore), non forzate ma libere di uscire.  Non c'è niente di male a parlare
di amore in senso lato, basta rilassarsi un pò...
Silvana

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