Onelinedrawing - The Volunteers (Jade Tree, 2004)

Secondo lavoro per Jonah Matranga, aka Onelinedrawing. Chiunque ascolti emocore saprà bene di chi stiamo parlando: di un ottimo songwriter passato dai trascorsi di fine anni '90 con i Far, attraverso il breve progetto New End Original, ad una onestissima carriera solista, iniziata in solitudine nella cameretta ed infine balzata sugli stessi palchi di Thursday e Weakerthans. Visitor (Jade Tree, 2002) fu un buon album di ballate introspettive, malinconiche, appassionate, ricche di sensibilità, semplici e oneste, costruite quasi esclusivamente con chitarra acustica e piano; à la Dashboard Confessional, per capirci. Il che può essergli valsa da parte di alcuni la nomea di musicista 'piagnone', cosa che egli spiega in due parole dicendo di sè "I am dramatic and very serious". La 'one-man-emo-band' composta da lui solo e dalla fidata drum machine si è allargata in quest'occasione lasciando spazio a qualche elemento esterno (la gradevole voce femminile di Clancy Cox, Ian Love dei Rival Schools alla chitarra elettrica), favorendo così la creazione di un suono più vario, ricco e pieno. Nel contempo è stata ridotta quell'eccessiva lacrimosità tipicamente emo. Il nostro però canta sempre con il cuore in mano e con una splendida voce: momenti topici sono il continuo crescendo di A Ghost e la delicatezza ed il pathos di Stay, semplicemente memorabile. Gli si può senz'altro credere quando canta "I don't know if I've seen a million faces/I'm not sure if I've rocked them all/all I know is I've met a lot of people/filled a lot of spaces/learned to jump and learned to take a fall/and if that's not livin' large, then/I'm happy livin' small" (Livin' Small). E' così sincero che qualcuno potrebbe prenderlo per stupido. Dunque, com'è questo disco? Come ve lo aspettereste in base a quanto detto. Come canta lui stesso: "Sad, but in a way it feels nice".

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