Collin Olan - Rec01 (Apestaartje, 2002)
AA.VV. - Colour And Pattern (Apestaartje/, 2002)
L'etichetta sperimentale Apestaartje inaugura con Rec01 una nuova serie di CD 3" dedicata al field recording e ad altre forme non proprio "esplicite" di fare musica. Questo genere di sperimentazione a volte lascia il tempo che trova e non è possibile ritrovare nell'ascolto alcunché di interessante, ma non è il caso di Collin Olan, improvvisatore di Chicago che ha ideato e registrato questo disco. Presi due microfoni a contatto impermeabili, Collin li ha congelati dentro a due cubi di ghiaccio, poi ha immerso il tutto in acqua ed ha registrato il risultato senza modificare nulla. Il processo di scioglimento del ghiaccio in acqua è durato circa diciassette minuti e la fedele registrazione svela tutto un mondo di microsuoni, sfrigolii e rumori davvero poetici: sarò facilmente suggestionabile, ma l'impressione è di essere a contatto con i più intimi suoni della natura, con l'essenza sonora dei processi chimici. Non semplicemente suoni, ma una autentica esperienza sensoriale da provare.
Colour And Pattern è invece un disco composto da variazioni ambientali al confine con il glitch ad opera di più artisti, provenienti da diversi continenti. Il brano iniziale del combo di improvvisatori giapponesi Minamo è composto da sedici minuti di stratificazioni sonore dolci e ipnotiche, attraversati da screziature glitch di ottima fattura, a completare un quadro sintetico-rurale splendido. La inedita coppia newyorkese I-Sound e Daniel Raffel, il primo improvvisatore che ha collaborato anche con To Rococo Rot, il secondo polistrumentista, regalano sette minuti di incanto, miscelando atmosfera da colonna sonora creata dal synth di Raffel, con rarefazioni sonore simili al ronzio degli insetti. Infine il berlinese Jorg-Maria Zeger, influenzato dalle musiche dei nativi di Sumatra (così ho letto), incide due brani con chitarra e aggeggi digitali: la ricerca sonora tra l'etnico e l'ambient mi ricorda a volte :Zoviet*France:. Non tre tipologie differenti di brani, ma pezzi con un amalgama comune che rende il disco molto appetibile ed interessante: un territorio oltre il glitch, l'elettronica e l'ambient, non so di preciso dove, di certo un mondo fantastico.
     
     

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