Okkervil River - Don't Fall In Love With Everyone You See (Jagjaguwar/White And Black, 2002)
Ok, ci siamo: a gennaio è uscito quello che con grossa probabilità sarà il mio disco dell'anno, o quantomeno salirà sul podio. Alt. Country, dicono. Sì, vero, ma fino ad ora pochi dischi del genere mi hanno procurato brividi come questo debutto. Giusto i Neutral Milk Hotel e qualcosa di Will Oldham, che tra l'altro tornano in mente qui e là ascoltando gli Okkervil River. E se la musica è quantomeno toccante, i testi sono pure meglio. Per niente difficile, anzi, un disco a dir poco p-e-r-f-e-t-t-o. Adoro la voce di W.R. Sheff, sempre al limite della stonatura, adoro i mandolini, il mellotron e tutti quegli strumenti tradizionali che se abusati potrebbero appesantire il tutto, ma in questo caso lo rendono magicamente evocativo e d’atmosfera. Happy Hearts è pure cantata da Jad Fair, con la sua voce stridula e fuori tono, ed ha il testo migliore di tutte. E il titolo del disco…il titolo! Okkervil River - Down The River Of Golden Dreams (Jagjaguwar, 2003) ![]() Erano stati la grande sorpresa dell'anno passato. In un genere, l'alt. country, che continua a clonarsi e ri-clonarsi da almeno un lustro, ecco arrivare questi giovani del New Hampshire a portare una boccata d'aria fresca con i loro quattro accordi in tasca e sessant'anni di letteratura americana in testa. |