Obaben - Marblehead (Human Condition, 2001)

Scozzesi sì, ma non quelli giusti per me. E' una questione di pelle, non posso farci nulla.
In breve: non mi piace la vostra musica e tantomeno la copertina (ma qui ci vuol poco). Questo quintetto di Edinburgo avrà anche un gran bagaglio musicale, ma lo ha scordato alla stazione. Non mi dice nulla una chitarra acustica strimpellata ai 200 all'ora (5 a.m.) se non riesco a trovare un brano degno di questo nome. Non so, forse sono io che non amo il neo-prog, ma mi sa che qui si sbagli sempre strada con elaborati e sterili quadretti sonori (sentiti e strasentiti, tra l'altro) imprigionati da una voglia, non tanto celata, di mostrare le proprie capacità tecniche (EC 4; Marblehead). E poi, se proprio devo dirla tutta, questo disco suona vecchio come minimo di quindici anni, denotando un'aridità creativa impressionante. Alcuni pezzi poi sono francamente inascoltabili (Din-O-Rush... che è?! Un dinosauro che rutta e corre accompagnato da un violino???). Il vocalist Ben Wright inoltre sembra non avere nessun carisma, improvvisando come può (male quindi) su basi inconsistenti e velleitarie.
Qui siamo rimasti ancora al concept-album con tanto di Intro e Outro da operetta. Zero applausi e tanti fischi, purtroppo.

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