Seth Nehil & Jgrzinich - Confluence (Intransive Recordings, 2003)
Seth Nehil & Jgrzinich - Stria (Erewhon, 2003)

Qusto cd fa parte della categoria "File under: uneasy-no guts no glory-listening" quindi se avete nervi saldi, non fate uso di sostanze psicotrope troppo potenti e vi va di provare qualcosa di "indigeribile": proseguite nella lettura. Seth Nehil & Jgrzinich non sono due "matti scocciati" (come li definirebbe qualche vostro amico capitolino), ma fanno parte di quel circuito artistico delle istallazioni e della sperimentazione elettroacustica che rimanda a Cage ed al suo manipolo di "sciagurati senza Dio". Ruomore che non è ruomore, musica che non è musicale e che comunque dovrebbe sempre essere accompagnata dalla lettura "dei come e dei perchè" di ogni singola "piece", proprio perchè il suo valore, prima ancora che musicale, è concettuale. Per chi di voi ha masticato un po' isolazionismo, Koner, :Zoviet*France:, Main, potrebbero a grandi (grandissime) linee fornire un qualche inquadramento per poter immaginare un suono che non è facile descrivere.
Partendo da Confluence si "affrontano" subito i venti minuti di Pneuma che a dispetto della durata, cullano fra rielaborazioni di field-recording e suoni acustici persi fra le maglie di un tappeto di "drone". la successiva The Distant Edge espone immediatamete uno de temi cari ai nostri due autori: i concetti di "interazione fra gruppi" e di "partcipazione nel contesto sociale della attività di generazione del suono". Oltre alla decina di partecipazione individuali (fra cui svetta uno Stephen Austin che a qualcuno potrebbe ricordare qualcosa), gran parte del materiale proviene da un riadattamento di una manifestazione registrata a Belgrado. Il risultato è una sorta di amalgama uniforme di voci e di ruomre intrecciati magistralmente, questa volta non così distanti da alcuni studi classico-contemporanei del caro e vecchio Morricone. "Lohme, per gli onori della cronaca, è stata registrata alla Stazione Topolo in Italia (non chiedetemi dove), in questo caso Grzinich e Nehil presentano un'intero Resonance Ensemble risultato leggermente meno efficace rispetto a The Distant Edges ma comunque efficace.
Seguendo le indicazioni degli autori, l'ascolto di Confluence, deve essere assolutamente accompagnato da quello di Stria, edito dalla belga Erewhon. Anche in Stria si parte con i venti minuti di Tome Gather, per cui viene utilizzata una nuova decina di individui mescolati ad elementi sonori creati da Nehil e Jgrzinich medesimi. Tinte fosche, sfondi poco luminosi e qualche rumore post-industriali; se solo Marinetti avesse potuto musicare la depressione del nuovo millennio, forse avrebbe avuto questo suono: un cupo "drone" dal cui fondo emerge faticosamente qualche suono. Arboreal (alcune delle fonti provengono nuovamente dalla Stazione Topolo) coerentemente con ciò che suggerisce il titolo, ritorna alla forma più famigliare della "field-recording". Il cd si chiude con i sedici minuti di The Mirrored Corner, dove i "drones" sono estratti dalla Biotope Installation effettuata in un museo di Ljubijana. Suoni meccanici lontani che si avvicinano timidamente per poi scomparire in vecchie costruzioni abbandonate, "Ormai essere lontani...il tempo del nostro amore un mare lucente e morto...Nella luce la tua parte è finita, non ho buio nel petto per tenere la tua ombra". Inutile mentire l'impegno richiesto all'ascoltatore è molto, ma Neihil e Jgrzinich "significano" là dove le parole non servono più a nulla.


info: Topolò è in prov. di Udine, proprio sul confine con la Slovenia.
Anche quest'anno sarà a Topolò, il 5 e 6 luglio.
Moreno

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