Múm, Dirty Three - Ferrara, 25/06/02

Wow. Questa serata, e lo dico subito, entrerà di sicuro nel concorso per il migliore concerto della mia vita. Non si piazzerà sul podio ma sicuramente farà la sua porca figura. Siamo in cinque, partiamo da Genova ascoltando i Volumizer a tutto volume, questa era davvero troppo facile... Tralascerò quelle piccole cose che fanno di un viaggio un viaggio fantastico e verrò al dunque. Ferrara è una città meravigliosa, ci sono stato due volte in due settimane e mi sono convinto che, se dovessi lasciare Genova, sarebbe per Ferrara. Posto magnifico, gente magnifica, location superlativa per il concerto: il Cortile del Castello Estense. Siamo dentro il castello. Siamo seduti in ottima posizione. Incomincia a piovere. *°#@?!!!
Tutti sotto la parte di cortile coperta. Tutti noi e anche i gruppi. Nervosismo, delusione. Poi gli islandesi confabulano. Acchiappano gli sturmenti più acustici di cui disponevano (un violoncello, una fisarmonica, un carillon, una tastierina giocattolo e uno xylofono, e si lanciano nella versione di due loro brani cantandoli a cappella. Brividi... Già basterebbe questo per farmi tornare a casa felice e in lacrime. Le sorelline sono bellissime. I due tipi simpaticissimi. Siamo tutti seduti per terra in un posto magnifico, con un groppo in gola, col magone, e stiamo per piangere commossi. E intanto continua a piovere. E gli australiani Dirty Three si assestano per creare anche loro un estemporaneo set. Si perchè, purtroppo, gli islandesi Múm chiudono così la loro data. Stiamo tutti meditando di andare a vederli il giorno dopo a Brescia. Ma non si può dar loro torto, sono un gruppo elettronico in fondo in fondo!!! I Dirty Three partono a bomba con tutti i loro grandi classici tra cui spicca una versione da strappacuore di Everything's Fucked. Incredibili. Mick Turner pare cascato lì per caso. Il batterista colpisce la batteria a caso. Warren Ellis suona continuamente il violino. Ma se sposti la tua attenzione un filo più lontano ti rendi conto che tutta questa casualità ha un perchè. Ha un senso. Segue una logica. E tutto assume una precisa traiettoria catalizzatrice. Pian piano il pubblico, rapito e già soddisfatto, si rende conto che, imperterriti, i Múm stanno cercando, alle loro spalle, di montare tutto per suonare ancora. Tra i primi a rendermene conto, su suggerimento, riesco a finire in terza fila con le due gemelle a un paio di metri di distanza. Il set che riescono a mettere insieme è fantastico. Il picco è senz'altro il momento in cui a uno dei due maschietti si spegne il Mac con l'inconfondibile suono di chiusura del sistema operativo che si insinua nell'ammaliante sound della band. Fantastico è anche l'armamentario che la band si porta dietro. Non quattro computer ma una marea di strumenti elettronici e acustici, a concorrere ad un ambiente creato che rapisce e non restituisce. Magia. Vera magia. Serata in definitiva indimenticabile.
...da chi è venuto il suggerimento di spostarsi per vedere i Mùm?:)
Beatrice

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