Mondo Candido - Meglio Stasera (Santeria/Audioglobe, 2001)
Henry Mancini riletto in chiave nu-bossa. Tump Tump Tump. Svelato l'arcano. CD singolo di due pezzi. Luisella canta come fossero gli anni '60, probabilmente scalza. poi intorno le creano un ambiente ballabile e sporcato da echi e altri effetti. Chiaramente Luisella me la immagino bella e carina ma visto lo stile potrebbe essere realmente un avanzo degli anni '60. Ma non credo. Comunque è otttimamente calata nella parte. C'è sicuramente una forte componente di ricerca sui suoni, di recupero più che altro. Ma la tensione è un'altra... La ricerca sì ma di inserire elementi che nobilitino lo sforzo e avvicinino al dancefloor (e alle vendite). Le chitarrine non mancano, il lentaccio nemmeno... I sospiri nel secondo pezzo (l'omonimo Mondo Candido) sono tutt'altro che sporadici e i suoni di marimbe che si inseguono creano l'atmosfera giusta per cocktail di sguardi. Come al solito sono solo nella mia stanzetta. Mi guardo da solo e ammicco... Colpo di batteria e ritorno al giro di base. Eccolo. Lei laleggia (la la la lei lala lal l), loro suonano. Per essere il primo biglietto da visita mi sembra ottimo, solo mi rimane in testa questo dubbio: la neolounge scene è nata è cresciuta ed è stata abbandonata quasi subito dal favore popolare (più o meno subito dopo il primo International Lounge Festival di Reggio Emilia del 1999). I musicisti ancora sconvolti continuano, per fortuna, a seminare e a raccogliere briciole. Il pubblico si è orientato sul ritorno della house più leccata (la NuHouse appunto) sentendolo più vicino allo status dell'anno duemila. E così ora c'è chi tenta di coniugare le due cose. E il dubbio è: per passione o per denaro? È il nome della serie che raccoglie i racconti di Don Camillo e peppone di Giovannino Guareschi. Davide Mondo Candido - Into Electronics (Santeria/Audioglobe, 2001)
In questo nuovo CD singolo di quattro pezzi le carte vengono mostrate tutte sul tavolo. Intanto nell'interno del booklet compare l'immagine di Luisella. Che non delude chi si aspettava la giovane amante degli anni '60 addobbata e truccata come un'albero di natale. Anni '60. A distanza di pochi mesi la musica è una collezione di remix. Che si gettano nella Club Culture più becera, tradendo lo spirito neo retrò del primo singolo. Il primo remix (la good times version) lascia il tempo che trova lanciandosi in uno spregiudicato french appeal tra i Les Rhythm Digitales e qualche Daft Punk di scarto. E' una sorta di mega pentolone con screziature jazzy, l'assolo di chitarra, e giri di basso anni '70. Il secondo FCO mix si lancia nella stratosfera con uno spazialissimo spacehouse. Qui solo un paio di effetti echo non bastano per risollevare le sorti di un brano da balera. La voce rimane poco filtrata in primo piano. Il resto si perde nel vuoto. Il ritmo è già sentito e già ballato. La terza versione, sempre di Meglio Stasera è il quarto brano, una concessione all'asian sound che tanto va di moda in questi giorni e che nulla continua ad aggiungere. Giro di basso ancora più semplice e banale, loop di batteria schiettamente già sentito. E di nuovo profusione di campionamenti exotici. Un buco nell'acqua più profondo degli altri quando si inserisce un sitar completamente fuori luogo che balla e sballa... e suonini sempre french house su tutto. E poi c'è un pezzo nuovo (con questo fanno tre pezzi su due singoli...), si chiama La Calda Notte - abstract mix. Se vi aspettate un che di astratto alla Aphex Twin avete già sbagliato. Di lunga. Ha un che di bossato (nubossettina... neolounge) ma il solito eccesso di idee e suoni manca l'aggancio per rapirti e portarti via. Secondo me con questo singolo sono caduti nel vuoto più profondo. Tanto profondo senza fine. Tecnicamente ineccepibili, questi mix potrebbero essere stati realizzati da chiunque tra parigi e berlino... Ma perdono quella fantastica naivetèe che aveva quasi convinto nel primo singolo. Dove erano sorti dei dubbi qui ci sono certezze. Questo singolo è creato per sondare il terreno e tastare dove buttare la creatura Mondo Candido nel prossimo futuro. Poco candido, tanto torbido? Mondo Candido - Moca (Santeria/Audioglobe, 2002)
Ok io questa prova la affronto a testa alta. Non so come ma ce la farò. Questo è il disco più difficile da recensire che mi sia capitato negli ultimi anni. Perchè? Perchè è un prodotto (cfr. precedenti recensioni) non raffazzonato ma perfettamente assemblato che suona bene, ma molto bene, che accompagna lietamente feste e appuntamenti galanti, viaggi in macchina con donne al seguito e altre mille occasioni eleganti, ma... Ma i precedenti erano quasi pessimi per l'impressione di squallida mossa commerciale, tanto che via mail (con ironia) avevo suggerito su richiesta di uno dei due autori che il miglior titolo per questo disco, quando fosse uscito, sarebbe stato Moto (= Mondo Torbido). Il mischiare le acque con rifacimenti più o meno dichiarati di vecchi pezzi lounge e l'inserimento di elementi di deep-house e simili mi rendeva furibondo. Lo trovavo un mezzuccio di infima lega per due produttori che qui dimostrano di avere ottime qualità e che preferivano mandare tutto alle ortiche pur di finire ad un Disco Per L'Estate 2002 al posto dei DeltaV. E invece mi devo ricredere. Il disco è molto ben fatto. E fin qui non avevo grossi dubbi. Manca totalmente quel pizzico di naivetè e di autoironia che caratterizza le uscite di gruppi quali Stereo Total e simili ripescatori crucchi. E questo è il problema maggiore. Ma il tiro dei pezzi più Lounge classici c'è ed è decisamente cosa buona. Qualche suono di batteria qui e là tradisce la data di uscita ma si fa ben volere. Gli episodi più bossanovati rendono bene. Piacciono e funzionano. Peccato solo che nel proseguio del disco gli elementi più dancefloor si facciano sempre più presenti. Uccidono l'ambiente creato o perlomeno lo spezzano. Dovrebbero veramente riuscire a separare i dischi più prettamente classici e trovarsi un altro nome per le clubbate più estreme che, ribadisco, nulla aggiungono anzi forse levano. Invece di fare un disco unico avrebbero anche potuto di nuovo dividere in due EP di cui uno di remix. Almeno il pubblico avrebbe potuto comprare quello che più si avvicinava ai propri gusti. No? Nuovamente la menzione speciale va a Luisella per la splendida voce ( e per lo splendido personale messo in mostra sulla copertina). Sono ancora dell'idea che questa proposta non stia giocando nel giusto campo, è evidentemente un prodotto di qualità diciamo superiore o che comunque dovrebbe essere messo a confronto con gruppi quali i sopracitati DeltaV. Questa è gente che dovrebbe spendere il proprio tempo al lavoro negli arrangiamenti di qualche big della canzone italiana e non a fare dischi per il mercato indipendente. Da qualche parte dovranno pur partire ma con delle registrazioni come queste volete dire che nessuna major abbia almeno manifestato il proprio interesse? Comunque questa estate lo riascolterò spesso e con piacere, un ottimo disco per cocktails al tramonto (squallida banalità ma pura verità). Trovo che il disco MoCa sia fra i migliori di questo anno! Non colgo similitudini con i Delta V e trovo la loro autoironia (e quel briciolo di ruffianaggine che effettivamente hanno) la "nota" più accattivante del loro lavoro. Per non parlare della voce di Luisella, magica e coinvolgente. Mirko |