Mondo Generator - A Drug Problem That Never Existed (Ipecac, 2003)
Stoner rock nel 2003. Quello che ne rimane, e quello che ritorna. Nuovo disco per il side-project di Nick Oliveri - più di un divertissement, a dire il vero, dopo l'ottimo esordio di un paio di anni fa. E, più che di stoner, qui si deve parlare di hard rock, ma anche di punk (mica per altro Nick cita spesso i Black Flag tra le sue band favorite di sempre). In questa occasione lo aiutano Brandt Bjork (fu batteria di Kyuss e Fu Manchu), Molly Maguire (Earthlings?) e Dave Catching (Queens Of The Stone Age), più una manciata di amici importanti tra cui Blag Dahlia (Dwarves, co-autore in un paio di pezzi), Mark Lanegan e Josh Homme (QOTSA), Josh Freese e Troy Van Leeuwen (A Perfect Circle). Presenti sul disco anche alcune ottime ballate acustiche che, col tempo, diventano proprio il punto forte dei quaranta minuti scarsi. Qualora il sig. Oliveri decidesse di dedicare più tempo al rock vero, piuttosto che al pop rock patinato dei QOTSA, ne vedremmo delle belle di sicuro. Due minuti e poco più: ecco la media di durata delle canzoni dei Mondo Generator. Più che track sembrano l'abbozzo, l'idea se non il concetto medesimo di buoni pezzi. Sia chiaro questo disco scorre fluido, ma quello che patisco è proprio la mancanza di tempo o di voglia di arrangiare e sviluppare tante buone idee. Mi rendo conto che i Mondo Generator non sono una band, non nel senso convenzionale del termine; il buffo è che non saprei se definirli una posse o piuttosto una one mand band. Nick Oliveri ha una bella testa ed è in grado di suonare tutto, ma non basta farsi affiancare dai migliori amici per fare un gran disco. Allo stesso tempo è proprio l'aria di cazzeggio che permea il lavoro a non riuscire a farmelo prendere sul serio. La compagine è varia e illustrissima: si va dai 2/3 degli Earthlings? passando per un Mark Lanegan ispirato come sempre (Four Corners) volteggiando tra A Perfect Circle e Blag Dahlia: l'uomo più politicamente scorretto del pianeta (dopo il connazionale in prima pagina per 'discorsi tra amici'...). Insomma è un bigino dell'indie rock n'roll fine anni novanta. C'è chi tira sul folk, chi sulla psichedelia, chi punkeggia e chi si mette solo le dita nel naso. L'approccio è punk o solo approssimativo? Schitarrate ai mille all'ora e un Lanegan finale che, come sempre, tramuta in oro tutto ciò che tocca. Non mi basta, sette in condotta e a casa. |