Madrigali Magri![]() Con Giambeppe, chitarra e voce dei Madrigali Magri, siamo partiti da domande molto larghe per poi scendere nei particolari. Giambeppe però ci ha spiazzato con una serie di risposte che non lasciano spazio a repliche. Precise, intelligenti e divertenti. Non siamo riusciti ad aggiungere niente... O forse non ce la siamo sentita. D'altronde riesce in poche righe a far trasparire tutto il microcosmo Madrigali Magri. E così lasciamo a voi la possibilità, attraverso i pareri, di approfondire la questione. Noi gireremo le domande al diretto interessato. Ma la cosa che vi consigliamo è assolutamente di avere i loro dischi e, soprattutto, andare ai loro concerti e discutere direttamente con loro. Scoprirete tre persone stupende e disponibilissime.
Sodapop: Parlaci un po' della vostra storia, vagamente avvolta nel mistero di una autoproduzione dalle nebbie del Monferrato all'approdo alla milanese Wallace records... magari non proprio con le tappe che possiamo trovare sul sito dell'etichetta ma con impressioni più personali. Giambeppe: Vorrei partire da un dato che spesso ho cercato di mettere in evidenza in altre interviste, ma non è stato mai raccolto. Visto che mi lasci libertà d'iniziativa ne approfitto e parto da questo per arrivare alla nostra storia. Di solito la gente riferendosi alla musica dei Madrigali Magri mi dice "la tua musica". I Madrigali Magri sono tre persone. Io mi occupo dei testi, ma i pezzi non sono mie composizioni, sono nostre composizioni. E le domande dovrebbero essere sempre rivolte al plurale: perchè facciamo musica, cosa ci aspettiamo, ecc. Non sono una one-man-band. Anzi. Senza Nicoletta e Valerio sarei un uomo morto. Valerio è un grandissimo testa di cazzo, è il mio migliore amico ed è un musicista straordinario. Non parlo di tecnica naturalmente: è solo la solita questione di testa e di cuore. Ma così è la musica. Io e Vale suoniamo insieme da più di diciassette anni, tempi della scuola, metà anni '80. Siamo passati attraverso un mare di cose diverse, musicalmente parlando e non. Quando non ho suonato con lui ho perso il mio tempo. Valerio suona la batteria come l'arteria indurita di un cuore malandato. Molti madrigali si reggono sul ruolo della batteria. Attendo ancora il giorno in cui se ne accorgerà anche qualcuno che scriva di musica. A lui manco a dirlo non gliene frega un cazzo: per questo lo dico io adesso che non mi sente! Nicoletta è l'altra grande anima dei Madrigali Magri e io la amo, ovviamente non solo per questo. Si è unita a noi nel '94 e abbiamo iniziato il progetto Madrigali Magri insieme. Lei non aveva mai suonato prima. Ma ha l'anima. L'anima suona, non le dita. In questo la penso esattamente come quando avevo quattordici anni: oggi ne ho trentadue in scadenza. Nicoletta suona un basso in overload sui subwoofer come se soffiasse in uno strumento a fiato. Niente di quello che fa è quello che ti aspetteresti facesse un basso. Non puoi togliere ai madrigali la parte del basso e avere la stessa canzone. Nico non è mai sulle toniche. Attendo ancora il giorno in cui se ne accorgerà chi scrive di musica (lo ribadisco nel senso che chi scrive di musica non sempre conosce, mi pare, un minimo di grammatica della musica: è come se chi scrive di libri non conoscesse un minimo di struttura della narrazione). Solo quando Nico usa l'ebow (un archetto magnetico a pile) tramuta la sua grazia in rabbia, ma questo è accaduto per ora quasi soltanto dal vivo. Riconoscerei il loro tocco a occhi bendati tra quello di altre mille persone. Per questo li ritengo grandi musicisti, anche se loro si incazzerebbero e si accanirebbero a smentirmi insistendo a dirti che non sanno suonare. Ed è vero: noi non sappiamo suonare. Sappiamo fare altro, e quell'altro è la nostra musica. Usando gli strumenti andiamo alla ricerca di una cosa che ci dia emozione: se questo accade significa che abbiamo toccato qualcosa di molto vicino al nucleo profondo; significa che quello che siamo davvero sta più o meno nascosto da quelle parti. Se anche chi ascolta lo sente, significa che da qualche parte o in qualche modo siamo simili. Le persone che condividono i nostri sentimenti ci ripagano del travaglio di averli portati alla luce, e noi infatti idealmente le cerchiamo e le vorremmo raggiungere, fossero anche solo in tre nel mondo a condividere le stesse sensazioni, noi vorremmo parlare a loro. Tre in un contatto vero è già una gran cosa. Se no non avrebbe senso fare concerti e pubblicare dei dischi. Quello che voglio dirti infine è che Nicoletta e Valerio sono la coscienza etica ed estetica dei Madrigali Magri e sono quanto di più lontano ci si possa immaginare rispetto allo stereotipo del musicista. Giambeppe (per Sodapop): Qual'è lo stereotipo del musicista (anticipo se posso la domanda)? G: E' quello di uno che tutto sommato ti fa sentire inadeguato spacciandoti per nettare divino l'attività masturbatoria del suo ego. Nico e Vale hanno una ricchezza così umile, che rischia di non essere vista. Il fatto che il mio ruolo all'interno del gruppo metta in moto agli occhi di chi vede me, l'immagine del cantante o del compositore è solo un abbaglio. Io sono uno che rimugina e spidocchia parole e usa sempre gli stessi accordi quasi sempre sullo stesso strumento. Che non vi venga in mente che sono un musicista. S: Raccontaci del vostro rapporto con la scena italiana, sfogati pure! G: Spiacente ma per questo genere di cose ti sei rivolto al gruppo sbagliato. Del resto la nostra attività dal vivo in giro per l'Italia è così misera che le persone che abbiamo modo di incontrare sono tutte a un tiro di schioppo, quindi la nostra visione della "scena" sarebbe davvero troppo parziale. Non siamo dell'"ambiente", stiamo a Nizza Monferrato, basso Piemonte. Da qui vediamo cose buone e altre pessime e ridicole ma evitiamo volentieri qualsiasi commento "pubblico". Se siamo in contatto sporadico con qualcuno è perché c'è stima, se no semplicemente non c'è contatto. S: Qualche consiglio per risultare antipatici al resto della scena :-) G: Fate come noi: cazzi vostri a stecca. S: Consigli per risultare simpatici al resto della scena :-( G: Leccate qualche culo ma tiratevela almeno un po'. S: Progetti a breve e medio termine? G: Stiamo preparando materiale per il prossimo disco. Al momento Nico sta attraversando vicissitudini extramusicali che la portano ad un periodo di pausa rispetto all'attività del gruppo. Non sarà presente dal vivo per qualche tempo ma ci raggiungerà al momento delle registrazioni (del resto all'orizzonte c'è solo una data: Latina, 15 dicembre prossimo, quindi non è che si salta il tour!). S: A che punto vi sentite nel processo di indiebeatificazione italiana e non? G: Grossa risata. C'è un sacco di gente in attesa di successo e beatificazione: cominciate da loro. |