Mizmaze

Psichedelia e postrock? Prog e drones? Dove il confine tra il vecchio ed il nuovo si fa labile non è sempre facile operare, rischiando di cadere nel revivalismo da un lato o nel limbo transitorio del trend dall'altro. Si muove bene la nostrana Mizmaze, www.mizmaze.it, che non ha nulla da invidiare ad altre etichette straniere, grazie anche alle intelligenti collaborazioni che di volta in volta porta avanti.

AA.VV. - Floralia Vol.4 (Mizmaze/Wot 4, 2002)
La compilation Floralia arriva al quarto volume continuando a proporre un caleidoscopio della musica più freak del pianeta: ben sedici band da tutto il mondo sono presenti, compresi alcuni paesi raramente citati nelle cronache musicali come Turchia (Baba Zula, collettivo di elettronica virata sull'etnico e Replikas, bizzarria tra oriente ed occidente), Russia (Group 2012, ambient liquido alla Orb) e Finlandia (Elektroverde, innamorati pazzi dei primi Pink Floyd, e come dargli torto?). Ce n'è per tutti i gusti: dai gruppi figli dei Moonflowers di Bristol, Solar Mumuns e Rainbohemians, che ricollegano la mente a tutte le band bristoliane come Flying Saucer Attack, The Third Eye Foundation e compagnia, così legate ad un certo tipo di psichedelia kraut... Sarà l'aria di quelle parti che rende freak... Immancabile il tedesco Limo, presente su Mizmaze come Discolor, questa volta in duo con Petra a nome Fit & Limo, per una perla folk notevole. Gli americani Mandible Chatter con So Hot (Wash Away All Of My Tears) in tre minuti e mezzo incredibili rendono inutile tutto il catalogo Oasis; c'è anche posto per il postrock chitarristico dei nervosi Schwarz, dalla Spagna, con alle spalle una collaborazione con Manta Ray, gruppo di Nacho Vegas, ora chitarrista di Migala. Missy Roback è presente con The Only One, lento moolto San Francisco, suonato insieme al marito Steven Roback, Rain Parade e c'è pure un American Music Club nella band... Ci sono anche un paio di band nostrane: i Dono Celeste, con uno space rock afflitto purtroppo da una chitarra alla Santana e gli Effetto Doppler, con musiche e testi che ricordano alcune band prog italiche del passato. Nel complesso una raccolta ampia che mostra pochi punti deboli e molti pregi, tra cui soprattutto la varietà che rende il tutto più fruibile, oltre alla grafica freak molto gustosa di Matteo Guarnaccia.

Ohm - Raw Ohm (Mizmaze/Snowdonia, 2001)
Maisie - Music Is A Fish Defrosted With A Hair Dryer (Mizmaze/Snowdonia, 2002)
Cinque lunghi brani registrati dal vivo per i texani Ohm, autori di uno space rock liquido che rende il suo aspetto migliore in concerto piuttosto che in studio: certo che l'ora scarsa compresa in questo disco non è molto agevole da ascoltare... Il primo disco di Ummagumma gli Ohm lo sanno a menadito e lo riproducono con fedeltà eccellente, non c'è che dire: per questo è inutile che nelle note di copertina cerchino di dirci che "the sounds you will hear are strange and new"; raggiungono la sufficenza solo per gli appassionati di quel suono (come me), ma attenzione per gli altri: materiale altamente sonnifero...
E se vedeste un film degli anni sessanta con colonna sonora exotica mentre siete in acido? I suoni che il vostro io espanso sentirebbe sarebbero probabilmente dei Maisie, che anche senza l'uso di additivi trascinano l'ascoltatore decisamente da un'altra parte! In questo terzo disco Cinzia e Alberto hanno collaborato con molti musicisti, tra cui Jacopo Andreini (dove c'è follia doc, lui non manca mai...) e molti appartenenti al collettivo CRIME di Lille, il cui fondatore Frank Lambert ha curato la supervisione artistica di questa incredibile strange soundtrack, condita con echi di psichedelia, ma anche di no-wave, lo-fi, pop: ma la vera spezia di queste musiche è la follia. Settanta minuti di deliri veramente accattivanti, d'altronde col nome impegnativo che si sono scelti...

Discolor - III (Mizmaze/Lizard, 2001)
Kryptasthesie - No Age (Mizmaze, 2000)
Il tedesco Stefan Lienemann, aka Limo, è attivo da quindici anni in diverse band, tra cui Shiny Gnomes, Fit & Limo, Fim Froil. Nella sua musica si rifà alla lezione della psichedelia sixties e seventies, e in III si presenta con brani debitori tanto ai Beatles quanto ai corrieri cosmici del kraut più folk ed eterei (a questo proposito sentire la splendida What Remains Of Her, chicca cristallina di pop lisergico con coda affogata nei sintetizzatori). I pezzi del suo terzo disco con questo monicker (i due precedenti sono usciti per September Gurls) scorrono dolcemente nonostante lunghezze notevoli (in totale settantuno minuti per undici canzoni), sempre sospesi in un'atmosfera dilatata ma mai noiosa: Limo è un pezzo da novanta e già al primo ascolto la qualità delle sue idee musicali viene a galla. Perle acustiche, riverberi mirabolanti e sintetizzatori mai sopra le righe compongono questa autentica delizia. Potrebbe tranquillamente uscire su Kranky...
Mescolare influenze di psichedelie vecchie e nuove? Nel caso dei Kryptasthesie il postrock convive con il prog anni settanta, la wave e molto altro: un mélange sulla carta non così facile da ottenere. No Age è il loro terzo e ultimo album, la band si è infatti sciolta, lasciando i componenti alle prese con attività parallele (Dario negli Effetto Doppler e Fausto in Etere-o); su basi che oscillano tra Pink Floyd, elettronica e prima wave si innestano testi sulla scia del prog anni settanta di matrice italiana: temi politici uniti a misticismo e un goccio di futurismo. Nel complesso un lavoro vario con alcuni spunti molto interessanti, anche se affiora qui e là un goccio di noia.

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