Minmae - Vonsachiang (Airborne Virus, 2000)
Minmae - Lucy In The Sky With DNA Helixes EP (Dogprint, 2001)
Minmae - Since Before Inertia (Tape Mountain, 2001)

Sean Brooks da qualche anno si è fatto notare nella scena lo-fi col suo nomignolo Minmae: le uscite non mancano, il ragazzo è molto prolifico. Alcune produzioni escono per la sua etichetta Airborne Virus, le altre sono sparse per il sottobosco americano; moltissimi gli split e le collaborazioni, anche un paio notevoli con ONQ, tra cui Bound To The Whips Of The Aeronautical Fatwa.
Vonsachiang è il suo primo disco, e risente pesantemente dell'influenza Hood periodo Cabled Linear Traction, con canzoni affogate nel rumore, perle acustiche, il tutto molto casalingo e veramente a bassa fedeltà. Una ventina di pezzi, tra scampoli vari, che non risente positivamente della frammentarietà, cosa invece che Hood riuscivano magicamente ad evitare: nelle pieghe del disco si intravedono però un sacco di buone cose...
Buone cose che cominciano a rilucere in Lucy In The Sky With DNA Helixes EP (con gli And/Ors come backing band), seconda uscita di Minmae, con la migliore qualità di registrazione che Sean abbia mai avuto: niente bassa fedeltà stavolta, ma cinque brani ben suonati e prodotti. La strumentale Passed Out Returning From Someplace Else I Dreampt This, mostra come qui si faccia molta attenzione nel miscelare il rumore, le colate sfocate di Vonsachiang si trasformano in sapiente gioco di luci ed ombre; le seguenti Sequestered But Not Forgotten e Sword/Stone sono due indie song che potrebbero essere state scritte da dei Beatnik Filmstars in un vero studio invece che in cantina come al solito... La tormentata All Notes Ghostnotes è molto riuscita e Let Boredom Have The Dance (che titoli, eh?), melodico brano che si appoggia su una frase di pianoforte, mi ricorda alcune stramberie del Frank Black di Teenager Of The Year (epocale, ma piace solo a me?!).
Altrettanto valido Since Before Inertia, dove già dall'iniziale The Bastard si vede come la scrittura dei pezzi sia diventata più personale, attestandosi su di un indie cantautorale e malinconico, non privo di qualche piacevole variazione, come la wave elettronica a bassa fedeltà di New Lilith/Flashing Timex. Nel complesso i toni sono meno nervosi e più sognanti, e lo splendido strumentale Spring Trajedy ne è la prova. Veramente un buon disco, ma aspettiamoci di certo altre novità...



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