Microphones - It's Hot, We Stayed At The Water (K/Wide, 2000)

Mi aspettavo molto da Phil Elvrum, specie dopo aver ascoltato una bomba indie come Don't Wake Me Up. Speranzoso di poter riscontrare in questo nuovo disco i segni di una maturità (leggi: personalità) che ormai sembrava già essere stata conseguita. Purtroppo questo disco è un encefalogramma emozionale piatto lungo quarantun minuti e ventisei secondi. Certo, anche l'annotazione dei secondi può essere importante in questo caso visto che i secondi in cui la noia non prevale sono davvero pochi (forse l'iniziale The Pull, una discreta cover di Sand degli Eric's Trip e Something, a esser molto generosi però). Delle accozzaglie di frammenti di organo e batteria messe lì per dire "se la registro vuol dire che è arte" possiamo francamente farne a meno. Che altro dire? Un disco opaco e autoindulgente oltre ogni dire.

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