Mice Parade - Obrigado Saudade (Fat Cat/Wide, 2003)
Terzo disco per il progetto solista di Adam Pierce, che qui da spazio alla sua curiosità e al suo talento di multistrumentista, infatti si è suonato praticamente tutto il disco da solo nel suo studio di New York; daltronde il nome del gruppo non è altro che il suo anagramma, tanto per fare capire che qui è tutta roba sua e mister Bubblecore se la cava davvero bene anche al quinto disco, non c'è che dire. I brani si basano spesso su un drumming fantasioso, spesso con influssi jazz, tanto che ospite fisso dei dischi di Mice Parade è Doug Scharin (June Of 44, Him), su cui si innestano momenti che possono variare dall'arioso-ambientale all'ossessivo-minimale, con grande uso di vibrafono, tastiere, e arpa cinese (il cui uso in questo disco mostra che si possono adoperare strumenti "etnici" senza strafare in tentazioni world con ottimi risultati); brani molto vari, spesso con improvvisi cambi di rotta e finali imprevedibili, in cui si può trovare una goccia di new age (non detto in senso dispregiativo!), melodie piene della saudade del titolo ma soprattutto momenti strumentali di grandissima emotività, a volte vagamente affini ai Tortoise di Millions..., il tutto reso con suoni e registrazione davvero sorprendente. I pezzi migliori, anche se è difficile scegliere, sono la splendida Milton Road, forse il meglio del disco che attorno ad una frase di chitarra crea tre minuti sospesi nell'aria, oppure la coppia di brani accompagnati dalla sognante voce di Anna dei Mum. In pochi secondi si passa dalla melodia ariosa al minimalismo quasi in odore di Reich e poi ad una diavoleria ritmica jazzata e nonostante tutto il disco è completamente digeribile e immediato, essendo bilanciato alla perfezione. |