AA.VV. - For The Masses (1500, 1998)
Un intero disco di canzoni dei Depeche Mode rifatte da artisti molto diversi: un'operazione senza dubbio interessante, che presenta i soliti alti e bassi ma nel complesso si lascia ascoltare con piacere, adattandosi a palati differenti. Si è tentato di rimettere a nuovo sedici tra i brani più celebri della pop band (tanto amata anche da parecchi rockers), facendoli interpretare da formazioni 'moderne' più o meno in voga: al di là di alcune scelte discutibili, è indubbia l'eterogeneità globale del prodotto, che - come dicevo - si rende così fruibile un po' a tutti, non limitandosi al livello di compilazione per soli aficionados.
I nomi di spicco sono Smashing Pumpkins e The Cure - entrambi autori di versioni non eccezionali, per quanto interessanti - ma certo non sono da meno Deftones (adattissima la loro rivisitazione di To Have And To Hold), Apollo 440 (I Feel You), God Lives Underwater (Fly On The Windscreen), Monster Magnet (irriconoscibili, con l'elettronica Black Celebration). Le maggiori soddisfazioni arrivano però da bands meno note come le Veruca Salt, che interpretano con dolcezza magistrale la lacrimevole Somebody, adattissima al loro suono; ed i Failure, che donano vigore post-grunge alla già intensissima Enjoy The Silence. Gradevoli anche i brani elettro-pop nelle mani di Hooverphonic e Gus Gus, oltre che l'inedita atmosfera 'soft', calda e avvolgente, che i Locust donano a Master And Servant. Un poco noiosi mi sono parsi invece i giochini col rumore e le armonie sbilenche effettuati dai Self, che piaceranno però a fans di Beck ed Eels; ci sono infine addirittura i terronissimi Rammstein, che riescono a fornire il loro contributo con una goffa versione di Stripped.
     

aggiungi il tuo parere
|