Marshmallow Coast - Antistar (Misra, 2003)

Il pop. Dove puoi arrivare con melodie sbarazzine e chitarrine acustiche? La voce quasi Donovaniana di Andy Gonzales garantisce ore e ore di piacevole ascolto per chi probabilmente ha ancora qualche vecchio conto aperto con le canzoni, per chi ancora aspetta i nuovi Beatles. La costante sonora del fingerpicking acustico del cantautore, uscito dagli Of Montreal, solo a tratti lo accomuna con il collettivo Elephant 6. Gli arrangiamenti sono decisamente più spartani ed evocano passaggi classici per non dire pop, nell'accezione dispregiativa. Gli innesti di flauti e di mellotron, probabilmente simulati, ci mostrano dei paesaggi bucolici, notturni, in alcune delle pagine migliori del disco, quali Swift Little Mercury o Bizarre Classical #7, non a caso due strumentali. In effetti questo è un disco che se paragonato ai referenti attuali dell'indiepop non regge il confronto. I Belle & Sebastian sono lontani anni luce nella riproposizione di una Inghilterra così anni settanta, i Ladybug Transistor ormai sono quanto di più allucinantemente californiano anni sessanta.
Insomma il disco non decolla, ha bei brani che però non rimangono. L'antistardom che pare trasparire dal titolo fa il pari con l'immaginario evocato dalle foto del booklet, così disimpegnato. Sembra proprio che la musica segua questo discorso. Sembra soltanto nata dall'urgenza di fare qualcosa per se stessi. A volte non basta. Ma forse è soltanto perchè a me non piace il suono del flauto.

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