Manta Ray - Estratexa (Acuarela/Blue Tears, 2002)
Gli spagnoli Manta Ray hanno una carriera decennale e una discografia molto ricca: arrivano al loro esordio su Acuarela con un disco che risente molto delle loro ultime collaborazioni in ambito elettronico e anche psichedelico. Estratexa è infatti un disco rock a tutti gli effetti, con lunghe cavalcate chitarristiche, ma allo stesso tempo una ricerca sonora intelligente e ricercata: non può non venire in mente un certo rock psichedelico di matrice kraut, ma qui il tutto è orientato alla canzone più che alla suite.
L'iniziale Take A Look ha un incedere marziale e un basso pulsante molto Primal Scream, se non fosse per l'arpeggio in stile Arab Strap e il finale acido non facesse venire in mente addirittura i Suicide... Avrete capito che non c'è niente di facilmente identificabile nella musica di questi quattro spagnoli! E se nell'incedere di Estratexa ci fossero i Flying Saucer Attack e i Sonic Youth? L'arpeggio di Anada mostra poi come i nostri sono anche a proprio agio con la dolcezza più profonda; ci pensa poi il cupo mantra di Monotonia a far calare la notte più buia. La malinconica e struggente Rosa Parks è dedicata alla prima donna di colore che sedette in un autobus nei posti riservati ai bianchi: ci leggerete dentro tutta la forza dei gesti semplici che cambiano la storia.
Un bel disco, dalle molte influenze, ma nonostante questo mai banale o ripetitivo neanche per un attimo, pieno anzi di idee e piccoli particolari che escono fuori ascolto dopo ascolto.
     
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