Lotus - Nessuno E' Innocente (Mescal/Sony, 2003)
Essendo rimasto poco convinto dall'ascolto del primo singolo del neonato progetto di Amerigo Verardi, ero curioso di potermi fare un'idea più completa e chiara con l'intero album. Bene, se con Io Sono Il Re veniva data l'impressione di un rock davvero troppo ammiccante agli Afterhours, il disco, pur restando in parte stilisticamente vicino alla band di Manuel Agnelli, mostra una faccia diversa: Verardi punta su brani lievi, melliflui, morbidi, che scivolano quieti, aggiungendovi la propria voce candida eppure languida, che a volte pare quasi trascinarsi dalla fatica. Ottime sono le iniziali Qualità ("pensarti mi logora...non hai più niente da nascondere, almeno con me/io sono quel che sono, tu sei quel che sei/scoparmi in questo modo resta ancora la tua sola qualità") e Trasparenti Ma Non Liberi ("qualche anno fa avresti mai amato uno come me?"). Pure Lazy Jane colpisce e resta impressa nella memoria, mentre Testacoda sembra quasi sconfinare nel country, con un testo incredibile, tutto da gustare; e carinissima è anche l'esotica e sensuale Sushi. I pochi pezzi più movimentati, come l'originale, irresistibile Yeahjaouijasi! e la trascinante Ricchi E Poveri, donano vitalità al lavoro rendendolo più vario ed apprezzabile. Verardi esplora con gusto e personalità il labirinto dei rapporti interpersonali, che si basano essenzialmente su sentimenti di amore ed odio, temi ricorrenti nel corso dell'album assieme al contrasto fra la dura realtà e la speranza, il sogno ("noi due lontano da qui"). A tratti, forse per certi toni della voce, sembra di ascoltare un Bennato più ricercato, raffinato e 'colto' (la già citata Ricchi E Poveri, il cui testo, tra parentesi, è firmato da Federico Fiumani dei Diaframma); capirete così più facilmente come si possa parlare di "pop-rock italiano d'autore". Di per se stessa questa musica, non sempre immediata e forse un poco elucubrata (la lunga, complessa title-track), difficilmente farebbe sfracelli, ma l'accostamento con gli Afterhours - più o meno giustificato che sia - potrà forse portare ad essa maggior fortuna; comunque la pensiate, la qualità c'è tutta, la godibilità pure, ed è quello che per noi più conta. Resterà un eterno 'cult-hero' della nostra scena underground? Del resto, forse è proprio questo il destino ideale di un artista che dice di sè "io sono il re - dei perdenti, ovviamente", con sfoggio di autoironia. Ad ogni ascolto Nessuno E' Innocente mi fa un effetto migliore di prima: ero dubbioso, sono sollevato. |