AA.VV. - Loser, My Religion #3 (Loser, 2003)

Terza compilation (disponibili online con tanto di copertine) per la web radio Loser: dopo le cover e le collaborazioni, stavolta un doppio album basato su campioni mandati dagli utenti. L'idea funziona? Eccome, il trucco pių che altro sta nei nomi scelti per partecipare alla raccolta: ne esce fuori l'immagine del meglio del panorama italiano sotterraneo.
Iniziano gli Yuppie Flu, con un gran bel pezzo intriso di malinconia in odore di Sparklehorse, di seguito i C.O.D. mettono su una bella canzone con al centro un riffone di chitarra; Gli Amari non scherzano per niente e infilano un pezzone slacker, geniale, alla loro maniera. I Perturbazione vanno a colpo sicuro con una canzone che colpisce subito al cuore, come solo loro sanno fare: un gruppo che mi ha definitivamente conquistato; gli Estra suonano uno strumentale veramente accattivante. Dopo gli acustici Tiger Wood, i Nest iniziano la canzone pių aggressivi del solito, per poi piombare nel loro mood slowcore; segue il miglior pezzo di sempre di Goodmorningboy, uno strumentale dove una voce risponde alla domanda How Is Working On A Saw Mill?, incantevole. Gli Slumber sono la miglior indiepop band italica? Non lo so, ma la canzone aiuta sempre pių a farsi una risposta, mentre la melodia gira nella testa... Dopo ci sono i Mosquitos al limite tra malinconia e narcolessi, Joe Leaman in versione elettronica con tanto di intro orientaleggiante, 3000Bruchi con un pezzaccio anni '80 molto dancey e coinvolgente e per finire il delirio elettronico di retina.it, notevole.
Nel secondo disco iniziano i Subsonica, con un pezzo abbozzato, ma subito dopo i R.U.N.I. si scatenano in una imperdibile canzonetta Devo-luta! Sip:ja sono rimasti negli anni '80 del pop sintetico, ma non č un male... I Julie's Haircut con ospite El Greco (?!) piazzano una ballatona con finale elettrico che mostra ancora una volta come siano una band davvero versatile, che suona semplicemente quello che gli piace; dopo gli The Zen Circus, con un pezzo ideale per svegliarti la mattina mentre dormi in macchina, e Eva Kant, sempre pių in odore di Sonic Youth, arrivano i Candies con la loro punk-wave d'assalto, ancora una volta riuscita. Il fenomeno elettronico italico del momento Populous azzecca tutto con un pezzo morbido e ambientoso, mentre i Bartok scrivono un pezzo strascicato e silenzioso molto affascinanate. I Deepend sono in crescita netta, sempre in equilibrio tra pop e post, e How Deep Is The Rift? č uno dei punti vincenti della raccolta, il fascino scuro della canzone lascia incantati; un folk acustico sospeso e etereo per i Midwest, mentre i Lecrevisse sfoderano un pezzo molto Motorpsycho davvero intrigante: per finire la fenomenale follia composta e incanalata in sentieri tortuosi degli Zu.
Veramente pochi i momenti di stasi nell'ora e tre quarti del disco, riuscito in pieno: scaricate gente, scaricate...

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