AA.VV. - Location Is Everything Vol.2 (Jade Tree, 2004)
Recensire un sampler è un po' come cercare di descrivere l'attimo in cui ti trovi. Puoi cercare di inquadrare il passato dell'etichetta ma non è un best of. Chi lo ha compilato ha sicuramente cercato sì di incrementare le vendite dei suoi gioielli, ma anche di lasciar prevedere le possibili evoluzioni nei gusti delle uscite future. Quando condite il tutto con qualche inedito dei campioni, quelli del tutto esaurito, della label vi ritroverete con il sistema completamente funzionante dell'organismo produttivo... Con l'obbiettivo ben chiaro di continuare ad essere i trendsetter dei giovani punkster arrabbiati d'oltreoceano, la Jade Tree muove dai supergruppi postcore come i These Arms Are Snakes fino all'electrorap di Cex, mai così Nine Inch Nails come ultimamente... Si passa per l'hardcore melodico, uno dei migliori in circolazione, dei politicizzatissimi Strike Anywhere, arriviamo ai melensi Statistics, Ester Drang, Onelinedrawing e Denali con un emo poppizzato sotto elettronichine e steroidi, la tradizione HC da cui mosse i primi passi l'etichetta è ben testimoniata da Paint It Black, From Ashes Rise, Challenger, dalla ristampa dei Kid Dynamite.
Poi improvvisamente ci si ricorda che la Jade Tree è l'etichetta che ha portato le tendenze Faheyane di gente come David Grubbs dritte nel postemo più postrock... Per cui ecco sciorinare i campionissimi Joan Of Arc, subito annullati dai pessimi Jets To Brazil, sempre meno U2 ma sempre più imbarazzantemente inutili, tamburello compreso. Il gruppo che ha ancora molto da dire, speriamo, sono i Milemarker. Sempre in tensione e sempre perfetti con le loro trame ormai lontanissime dall'hardcore e sempre più evolute, cori compresi, senza rinunciare alle voci al limite della distorsione o ai campioni vocoderizzati e all'elettronica, distesa su un letto di drumming potente. Come evidente dò loro la palma di miglior gruppo attualmente nel roster dell'etichetta, non aspettate che diventino enormi per scoprirli...
Quando passiamo alle bonus tracks ci ritroviamo con ancora live e demo version di gruppi già incontrati più indietro nella playlist, l'unico che non sfigura e mantiene alta la palma è Cex con uno dei suoi brani più indie, con tanto di chitarrina acustica. Ciliegina per gli amanti è l'inedito demo di Pedro The Lion, pezzaccio tipico del solitario crooner emo. Niente di che a dire il vero, ma se piace il genere...
Insomma rispetto ai precendenti sampler questo non emoziona neanche più di tanto, supponendo che già abbiate in casa i pezzi da novanta del catalogo... Poche scoperte, poche sonorità coraggiose, poco DIY e molto mercato davanti... Certo che se la qualità media delle proposte che si sentono in giro fosse comunque all'altezza di questo sampler ci troveremmo sicuramente in un mondo migliore. Il voto va più in fiducia alle capacità di stupirci che contraddistinguono l'etichetta, che alle reali doti degli attuali campioni...
     
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