Lewis In Heaven - S/T (Our-records, 2003)
Meanest Man Contest - Merit (Plug Research, 2003)

Belgio, landa dell'hardcore-metal, delle patatine francesi ed anche dell'elettronica, visto che possiamo citare un passato fatto di sigle tipo Front 242, Dive fra quelli più celebri. Chiariamo subito le posizioni, Lewis In Heaven non è per nulla vicino a quell'elettronica fetish che caratterizzò il paese, anzi ci troviamo in ambienti ultraraffinati perfetti per un cocktail di fine giornata. Suoni alla Mouse On Mars, To Rococo Rot, Kreidler, Múm, anche se spostati in un contesto più tradizionalmente elettronico (a partire dai beat), la fanno da padroni. Un disco che non impressionerà nessuno, ma che si rende gradevole grazie ad alcuni motivetti ben congegnati: Suite e TRLI, ad esempio, viaggiano fra i primi Múm e i Plone più tristi, Interfaced cita gli stilosissimi Boards Of Canada della Skam, Latesummerswim Childhood è una nenia infantile che gioca a rimbalzare nuovamente fra Plaid e Plone.
Plug Research? la risposta automatica è: "Dntel"!, bravi, questa volta però si tratta dei Meanest Man Contest di Merit. Questa gente ha collaborato in modo trasversale con Anticon, The Shapeshifters, Emanon e Substance Abuse; "hip-hop!" diranno quelli di voi che non vivono su Marte e che sanno quanto è importante conoscere questi nomi per essere "cool" nel vostro giro di "nerd" musicofili. Un disco che rimanda a Dj Krush, Dj Vadim ma soprattutto ai Prefuse 73, quantomeno per l'uso della ritmica e per la matrice delle basi. Al primo ascolto non ero rimasto molto colpito da Merit ed invece, ascolto dopo ascolto, sono stato inglobato dai suoi "slow-tempo" e dai suoi groove. Carpal Twist, MacArthur To Glen Park, Knock Knock e So Glad colpiscono fin dal primo ascolto, meno male che tutto il resto del disco non è così ben riuscito, in tal caso ci toccherebbe parlare di miracolo e, si sa, fa molto più figo snobbare tutto anche quando suona bene.


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