Layo & Bushwacka! - Night Works (XL/Self, 2002)
Evidentemente sto attraversando un periodo di grande apertura mentale a livello musicale, se è vero - come è vero - che non mi interessa per niente che i signori Layo Paskin e Matthew Benjamin credano fermamente "nelle stesse cose: bella gente, bei parties, bella musica"... Per quanto un pensiero del genere mi disgusti alquanto con la sua assoluta vuotezza, devo ammettere che i due ci sanno fare e che questo lavoro risulta sin dal primo ascolto trascinante e ricco di fascino. Stiamo parlando, ovviamente, non di personcine qualsiasi ma dei due noti dj inglesi del club londinese The End, sempre impegnato a proporre nuovi suoni, che stavolta ci hanno davvero azzeccato; innanzitutto con l'irresistibile singolo Love Story, costruito nostalgicamente sulla base della fantastica Mongoloid dei Devo (...e vorrei vedervi mentre cercate di trattenervi dal canticchiarcela sopra!). Poi con la realizzazione di un intero disco, grazie al quale la dance, pur non riuscendo del tutto a divincolarsi da regole e stereotipi, trova comunque strade diverse e multiformi, apparentemente in continua evoluzione; ed il cui suono, fresco, fluido ed energico, raggiunge la perfezione assoluta. We Meet At Last, Let The Good Times Roll, All Night Long sono - oltre al già citato singolone, che parrebbe quasi chiudere la sequenza descrittiva di un innamoramento in discoteca - gli episodi-chiave dell'opera; senza dimenticare i brividi della mutevole Blind Tiger, forse il pezzo da me preferito. E' dance, certo, dal groove irresistibile e dai campionamenti azzeccati, ma anche capace di cambiamenti, grazie alle numerose influenze sulle quali si forma (tech-house, elettronica, breakbeat), e specialmente di aperture 'ambientali' che creano mood rilassanti ed assolutamente goduriosi. Qua e là spuntano pure piacevoli ricordi degli Orbital di In Sides, ma l'effetto non è quello di un banale ritorno al passato, bensì quello di una continuità emozionante.
...E ascoltando il disco mi lascio sedurre sempre più, e alla fine abbandono persino le perplessità iniziali per convincermi dell'onestà artistica degli autori, che in fondo ammettono "preferisco essere davvero bravo nel fare quello che faccio, piuttosto che avere un enorme successo"; e soprattutto "sarei molto più felice se questo album ricevesse ottime recensioni, piuttosto che se vendesse milioni di copie". Cari miei, credo in realtà che Night Works possa facilmente raggiungere entrambi gli obbiettivi, e che Layo & Bushwacka!, in cuor loro, lo sappiano benissimo.
     
l'ho sentito, è una menata.
Fo
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