Lali Puna - Faking The Books (Morr Music/Wide, 2004)
Dico la verità. Avevo ascoltato alcuni brani del nuovo album sul sito della Morr Music, all'uscita del disco. Erano quattro. Erano un proseguimento di Scary World Theory, che reputo un ottimo album di pop elettronico. Erano quattro brani in cui probabilmente volevo ritrovare quanto di già sentito. Ma c'era qualcosa che non mi spaccava il cuore come il suo predecessore. Forse la pedissequità della formula aveva mostrato la corda, e forse l'inavvicinabilità proprio a quel mucchio di canzoncine suadenti adatte un po' per cene intime o viaggi autunnali. Il problema magari risiede anche in una grande famiglia come quella che orbita intorno all'etichetta berlinese che continua a scomporsi e ricomporsi in vari gruppi che possiedono alcuni denominatori comuni, mentre si salva da questo gorgo sonoro solo i Tied & Tickled Trio.
Ma l'operazione per così dire di questo disco sta un po' in un leggero cambiamento di rotta per il quartetto tedesco. E tutto più suonato il pastiche indietronico, mentre viene esaltato il protagonismo dei ritornelli per sfondare le classifiche del pop, affidandone i cannoni alla suadente voce di Valerie Trebeljahr. Anzi a ben sentire si sentono gli Stereolab degli esordi, ecco. La loro fama intanto era già stata aiutata dai Radiohead che non perdevano un'occasione per esaltarli e parlarne bene. Magari poi succedesse la stessa cosa a casa nostra, che ad esempio Antonacci sproloquiasse ammirazione per gli Zu. Al disco succede comunque di evidenziare la vena pop, rimanendo all'interno di melodie accattivanti da intelligent music, un po' di manierismo e di appiattimento come detto poco fa.
Tutto alla fine è normalizzato, anche se non mancano di certo sussulti positivi, dolci e ipnotici. Spero che questo disco serva a risanare le casse del signor Morr, che si dice siano in crisi, e che con un dischetto così possa continuare a farne decine come il suo catalogo ci ha abituato.
     
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