King Bathmat - Crowning Glory (Autoprodotto, 2004)
Deve essere uno strano tipo questo King Bathmat, acronimo sotto cui si nasconde tal John Bassett. Sicuramente un vero musicista, uno che ci crede e mette in gioco tutto se stesso. Fa tutto da solo, scrive, arrangia, produce, registra e punta ad un’immagine mistica in copertina. Solo con il suo CD in mano avrei potuto aspettarmi un nuovo santone del reggae trapiantato dalla Giamaica in qualche angolo del pianeta. Invece no.
Senza conoscerlo posso fantasticare che nonostante abbia un forte background nel pop britannico passato e presente, sia un flippato per la psichedelia. Forse non sa solo dove andare. Ha preso uno sballamento per Syd Barrett ma le sue melodie non riesce a staccarle da certo pop melodico d’oggigiorno. Come se avesse due cuori che vanno in altrettante direzioni differenti, la psichedelica con i Beatles di qua e Damien Rice con Bradly Drawn Boy dall’altra. Canzoni semplici, immediate, una facilità di scrittura lodevole, anche se le parti migliori rimangono quando il suono si apre verso le lande più lisergiche.
     
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