Kid Commando - Holy Kid Commando (Ache, 2004)
A partire da una grafica bomba, arriva scoppiettante come pochi il debutto sulla lunga distanza degli svedesi più rumorosi che ci siano in giro.
Con questa registrazione sono ben lungi dal mettere su nastro la furia e la caoticità del loro infuocato live set, dove in mutande o shorts *eccessivi* Joachim, Johan e Eric tirano giù a calci e pugni il locale.
Non fraintendetemi, invece di avere una organicità e un impatto quasi intraducibile, il disco aggiunge numerosi livelli di lettura al loro materiale.
Intanto si parte dal fatto che non siano più semplici cavalcatone di postpunk roccheggiante, bensì puri assalti noise precisi e arrangiati perfettamente. La parte del leone la fa come sempre la batteria, discorsiva e mai banale, mai eccessiva nel suo essere strapresente, nel complesso dosata. Le chitarre si rincorrono in aspri e urticanti rumoreggiamenti. Preso da un minimo di distanza... Hey escono le canzoni!!! Non siamo davanti ai Beatles ma Daredevil è un pezzo che ti rimane.
Il controllo intellettuale e fisico che la band ha messo in atto nel contenere i propri eccessi in questa registrazione è veramente lodevole. La canadese Ache ha visto bene nel fargli uscire il disco.
I riferimenti al postpunk attualmente in voga ci sono tutti, si sente che i ragazzi hanno ascoltato tanto e soprattutto hanno saputo sintetizzare molto di quello che le innumerevoli bands passate anche dalle nostre parti hanno saputo mostrare.
Un ottimo debutto che, dove riesce a compiere quel balzo compositivo fondamentale alla riconoscibilità dei brani come in Lovers Amp, ha il pregio di poter dire qualcosa. I Kid Commando sono una realtà europea e come tale aggiungono alla lezione americana qualcosa di proprio. Forse c'è ancora speranza.
     
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