Kid 606 - Kill Sound Before Sound Kills You (Tigerbeat 6, 2003)
Ora. Il giovane diciannovenne prodigio non è più un diciannovenne. Si smetta di trattarlo da tale, con invidia. Ha fatto il cazzo che ha voluto, ha disseminato di piccole scorie il mondo per anni. Miguel Depedro ha ancora i baffoni credo, e credo continui a prenderci per il culo. In primis continua a produrre musica anfetaminica che sembra uscita dall'incubo segreto degli Atari Teenage Riot: sentire il devastante cut up di elementi reggae/dub sparati a 180bpm di Who Wah Kill Sound?. Ho visto gente uscire di testa per questa drill'n'bass e soprattutto per i campioni che, da buon intenditore, il venezuelano ti sbatte nella faccia. L'hardcore digitale senza paura maschera una comicità quasi grottesca, una scelta di campo non da poco. Questo disco - ma forse è un discorso applicabile all'intera discografia di questo personaggio - è una barzelletta. O una serie di inaspettate gag comiche. Una serie di ciniche stilettate piazzate dove fa più male, tra uno scatenato momento dancefloor e una citazione colta. Disturbante è poco. Divertente pure. Disturba, diverte, taglia le gambe. E' il Charlie Chaplin di Tempi Moderni quello che ritroviamo alle prese con gli ingranaggi del brutalismo techno così in voga. E lui se ne frega. Ci ride e ti fa ridere, passando attraverso queste grandi ruote dentate che, se inserite non in un dj set ma in un disco intero, ti porterebbero a bruciarlo in tempo zero, con nonchalance e senza neanche sporcarsi. E ti rende digeribile anche il peggior campionamento da house commerciale piuttosto che il troppo serioso reggae, chiuso nei suoi circoli poco inclini alla sperimentazione, tanto ormai Lee Perry ha già fatto tutto, no? |