Kech - Are You Safe? (Ouzel, 2003)
Con canzoni pop dolci e nervose insieme, Are You Safe? si rivolge a quelli che hanno adorato l'indie prima maniera: brani semplici, molto suonati e tanta voglia di divertirsi; il tutto registrato giù in cantina. Adoratori dei Pavement (ascoltare Cerry), molto simili ai texani e sconosciutissimi Masonic e compaesani del nostro premier Berlusconi (se non sbaglio), i Kech (il nome è preso dall'ultima sillaba di Marrakech) snocciolano canzoncine di due minuti o poco più che scorrono via come una sorsata d'acqua fresca in un giornata torrida. Non ti cambiano la vita, neanche ci tengono a farlo ma sicuramente rendono più gradevole una giornata partita male. Come già si è scritto a proposito dei connazionali Slumber: chitarre al posto giusto e slackerness. Mancano forse vere e proprie melodie killer (se si eccettua Queen Mum) e quel pizzico di malinconia che ha fatto guadagnare al gruppo di Verona una stelletta in più; fatto sta che Are You Safe? resta un album coi fiocchi. Meno spigolosa dei Pixies, la band porta comunque avanti la passione per decorare con carta vetrata elementari e carinissimi ritornelli, perfettamente guidati dalla voce ora ruvida, ora dolcissima della simpatica Giovanna. Il suono è coeso, forse un pò troppo, tanto che ci sfuggono i picchi di un lavoro che comunque raggruppa momenti decisamente sopra la media; c'è pure spazio per un'acustica e sognante nenia twee (Details). Nonostante l'elogio della cameretta in copertina, i cinque sembrano divertirsi di più suonando dal vivo e furono tra i miei preferiti l'anno scorso al Nosilenz festival. Ce ne fossero in Italia di gruppi così! |