Kash - S/T (AUA, 2000)

Mettiamo subito in chiaro cosa c'è di buono. I suoni (...e ci mancherebbe, hanno scomodato Steve Albini!!!). Le chitarre. La batteria. Fine. Il basso è qualcosa che potrebbe rimanere a casa senza problemi, con un incedere non giustificato a sottolineare marcette inesistenti (per non dire che dal vivo ti aspetti che da dietro di lui spunti fuori Ligabue). La cover degli Smiths forse non è una delle peggiori mai sentite ma ci va vicino. Le influenze tradite. Nel senso che si sentono, ma si sente anche che sono di troppo e sono un limite e un peso di cui liberarsi per il gruppo. E poi la voce. Troppo urlata, troppo in italiano, troppo CPI, troppo declamata. Ho ascoltato e riascoltato il CD per cercare di farmene una ragione, ma mi è proprio risultato pesante, indigeribile, senza appigli. Etereo e freddo, urlato e al tempo stesso distaccato, lontano. E' come se i Kash che hanno registrato i pezzi non fossero quelli che hanno scritto i pezzi. I Kash sono la cover band di se stessi. è a dir poco inquietante. A tratti è come se i peggiori incubi dei Marlene Kuntz fossero diventati realtà. I gusti avete dimostrato di averli buoni, e allora vi prego indirizzatevi meglio. Trovate una strada migliore. Quella che avete imboccato è quanto meno indigesta e perigliosa. Spero realmente vi possa portare da qualche parte ma temo non vada da nessuna.

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