Jokifocu - Rapideffusioni (Urtovox, 2001)

Davvero niente male il CD d'esordio degli Jokifocu da Prato: tre ragazzi che dimostrano di avere una marcata personalità ed idee da vendere, capaci di mischiare il vecchio e il nuovo con intelligenza.
Il disco è un susseguirsi di canzoni ottime, ricche di melodia e ruvide quanto basta, quando serve: il giusto per un pop-rock verace, onesto e di qualità, che sa suscitare emozioni e colpisce per la carica ironica oltrechè energetica ("oggi non è più ieri/tristi pensieri/non ci sono più/come solitari nuvoloni neri/persi nel blu dipinto di blu" - Nel Blu). Più o meno tutti i brani colpiscono nel segno, lasciandosi ricordare e canticchiare con piacere, ma segnalerei in particolar modo innanzitutto l'omonima, appiccicosa Jokifocu; poi la leggera ballata alla Swell Guai, Bye Bye; la dolce Invisibile, che a tratti potrebbe ricordare i Timoria più recenti; Rapideffusioni (Lucio Battisti indierock?!); e Star, ancora placida e tranquilla, fino allo splendido scoppio finale, davvero liberatorio, guidato da una voce a metà fra Johnny Rotten e Brett Anderson degli Suede! I testi, perfettamente adeguati, riescono a far pensare o sorridere con semplicità, passando dalla descrizione di un'assurda, alienante quotidianità ("ogni giorno, chissà perchè/andiamo in porto, poi coliamo a fondo" - Ogni Giorno) al rapporto di amore e odio con la solitudine ("ora sono solo, ora sono troppo poco solo" - Forse), attraverso le difficoltà dei rapporti interpersonali e tratteggiando bene, alla fine, una confusione giovanile che è il risultato di un abbozzato tentativo di ricerca di sè ("ora mi cerco, ora mi trovo, più spesso mi ignoro...forse dovrei lasciarmi stare").
Volendo proprio trovare un difetto, personalmente non mi fa impazzire, delle due voci, quella più roca (che fa tanto rock n'roll...), ma non mi pare un vero problema.
Fossero tutte così le bands italiane saremmo a cavallo. Intanto mi permetto di scommettere sugli Jokifocu.

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