John Deere - #1 (Homemade Avantgarde, 2001)
Impro. Chitarra e Notebook. Laptop noise? Tre tracce piuttosto importanti per lunghezza che si muovono in territori tra echi, rumorismi e atmosfere al limite dell'udibile. Sirene. Tremo-lamenti. Qualche suono più materico (le corde della chitarra) e qualcuno più in movimento elettronico. L'idea di base è buona e meriterebbe sicuramente spazio e parole scritte da qualcuno che ne capisca di più. Proseguo per sensazioni. Qualche eco di Mazzacane Connors. La dimensione giocosa è sicuramente presente, ed è importante che venga sfruttata ancora in futuro e non venga persa in nome di qualche accademismo di troppo. L'aggressività, eccessiva a tratti, della prima traccia viene stemperata nella seconda da un'elettronica meno invasiva e da qualche stralcio di accordo/arpeggio chitarristico sul finale. La terza traccia è la summa delle altre due. Inizio cattivo e finale comprensibile. Dopo circa un'ora di musica ho sinceramente pregato finisse tutto con un pernacchione come dire "goduta la provocazione, belinone?"... Me lo sarei meritato solo per il fatto di essermelo immaginato... :-) Rimango comunque un indierocker!!! Ad ogni modo, sta di fatto che sono arrivato ad ascoltarlo fino in fondo. E non mi è pesato eccessivamente. Qualche lezione in più di minimalismo alla Tony Conrad e i giovinastri sono pronti per essere incensati su Blow-Up. Per ora ancora acerbi e logorroici. Il voto va al coraggio, a vent'anni è difficile provarci... Comunque pare che alcune tra le più note NO-Label italiane siano già interessate... John Deere - #2 (Homemade Avantgarde, 2002) John Deere - #3 (Homemade Avantgarde, 2002)
Torna l'avanguardia fatta in casa. Adesso Lorenzo ha canalizzato alcuni dei suoi sforzi in una vera e propria etichetta. Che per ora ha pubblicato soltanto i suoi deliri personali. Nel numero due tutto si basa come al solito sulle sevizie perpetrate ai danni della sua chitarra. Ancora riconoscibile è la fonte sonora. Inintellegibili invece sono le caratteristiche. Tutto porta a pensare che sia stata sezionata e tagliuzzata... Ci sono anche interferenze radio, che le abbia prese attraverso i pickup misti ad un ampli mal schermato? Per inciso la frequenza è quella di una qualche musica elettronica, anche lei presa a calci e scratchata digitalmente, Lesserizzata insomma... Un terrorista sonoro è l'unica definizione che mi passa per la mente in questo momento. La mancanza di una logica appesantisce il giudizio in attesa di sviluppi successivi. Sviluppi che arrivano seminascosti da un brandello di carta da parati a fiori... Brandelli, sempre brandelli, che sia questa la logica che muove la mente dell'autore? Questa volta i brandelli prendono la forma di due infinite sperimentazioni-improvvisazioni elettrico-elettroniche. Qualche concessione in più alla melodia, ma non pensate di trovarvi di fronte a del pop. E' una lacerazione progressiva. E' come tagliarsi e poi farsi appendere un gancio alla ferita per poi essere straziati e spellati. Pian piano ciò che è rassicurante nella sua riconoscibilità scompare. Muta. In che cosa... lo sapremo forse nel prossimo capitolo. |