Italietta indie

Sono ormai anni che frequento persone e ambienti dove si parla e si vive di musica indipendente, nella maggior parte dei casi ho incontrato persone simpatiche, appassionate e cordiali, ed è il principale motivo per cui continuo a seguire queste musiche e a mandare avanti Sodapop. Più passa il tempo e più però mi piego dalle risate di fronte all'atmosfera di paese che si respira a tratti, fatta di polemichine, pettegolezzi e critiche. Penso che nella maggior parte dei casi queste cosine da paese siano collegate al fighetto che sotto sotto c'è, più o meno, in tutti noi: dal vegano SxE al fan di Bernard Günter, credetemi!! Il fighetto che è in noi (nessuno è escluso, io pure!) ci fa dire e fare cose a seconda di un non ben specificato "trend" e in ossequio ad una parodistica "scena" di cui occorre seguire le invisibili norme. A tratti l'importante è atteggiarsi, il resto non conta: esaltare chi è di moda e distruggere chi non tira più. Demonizzazione ed esaltazione sono le due cose di cui facciamo uso, spesso con risultati veramente ridicoli...
La demonizzazione: il tramonto delle band che passano di moda (con conseguente gara a chi spala fango per primo e gli imbarazzati silenzi di chi ancora non ha deciso di affossare una delle sue ex-band preferite) oppure l'invidia verso chi ha fatto anni di sacrifici e ora ha un parziale successo; l'esaltazione: copertine e dischi del mese generano una grande quantità di adoratori (sempre pronti alla fine del trend a vendere intere discografie...). Io vivo di queste cose come un avvoltoio: appena finisce un trend bisogna recarsi dall'usato e, se si sa scegliere bene, si fanno un sacco di affari!
Quante volte avete sentito ripetere lo stesso identico commento su di un argomento da persone tra loro estranee? Io sorrido nel mio angolo e comincio a contare il numero delle volte che sentirò quella frase...

aggiungi il tuo parere