Iron And Wine - Our Endless Numbered Days (Sub Pop, 2004)

Seam Beam, barbuto e tranquillo personaggio che si nasconde dietro questa sigla, ha stregato parecchie persone con questo suo secondo lavoro. Le stesse persone che hanno amato talenti quali quello di Elliott Smith, ma anche lavori puliti puliti come quello svolto dai Kings Of Convenience qualche anno fa. Quasi per riempire il buco lasciato dal primo e in attesa del prossimo passo dei secondi (che sembra non arrivare mai), Our Endless Numbered Days entra a piedi uniti in un genere dove il sussurro la fa da padrone. Canzoni- quadretti dai testi spesso tristissimi vengono eseguite come se si trattasse di melodie acustiche adatte a far addormentare bambini, tanto sono placide e dolci (Cinder And Smoke). Se Naked As We Came si candida ad essere una nuova Winning A Battle, Losing The War ("if i leave before you darling don't you waste me in the ground"), in altre occasioni fanno capolino radici americane e tipicamente folk (Teeth In The Grass, Radio Days). Each Coming Night è l'ennesima e splendida rielaborazione dell'eredità lasciataci da Simon & Garfunkel. Pochissimi i riferimenti generazionali, ma tanto bisogno di sfogarsi con storie private ("Papa died smiling wide as the ring of a bell", Sodom, South Georgia). Free Until They Cut Me Down e la statica Fever Dream sono la dimostrazione di come l'oggetto del nostro amore a volte possa diventare oggetto di venerazione e di attenzioni quasi morbose; Sunset Soon Forgotten, invece, sembra rubata ai Mojave 3. E' vero: certe cose ci aveva già pensato Will Oldham a dirle, così come certe canzoni sembra quasi di averle già sentite, ma, nonostante ciò, il signor Beam è ispiratissimo, e va per la sua strada, quasi fosse l'ultimo cantastorie rimastoci. Nemmeno la produzione limpidissima e cristallina ci disturba: il disco è ugualmente caldo ed emozionante.
Comunque sia, per quelli che adorano la bassa fedeltà a tutti i costi, consiglio di cercare la versione limitata contenente un ulteriore cd con quattro canzoni, tra versioni demo e pezzi inediti.

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Iron And Wine - Woman King EP (Sub Pop, 2005)

Oltre che talento Seam Beam possiede anche la dote della prolificità. Our Endless Numbered Days, tra i miei favoriti del 2004, conteneva canzoni perfette e perfettamente aggiustate, tanto da farti restare a bocca aperta per i primi dieci ascolti e poi farti rimpiangere il fascino interlocutorio emanato dai toni ancora più spenti di The Creek Drank The Cradle di un anno e mezzo prima. L'EP Woman King si avvicina più a quel disco, contiene ben sei nuove canzoni e non è per niente un'uscita minore per completisti(come si potrebbe pensare): lo sto ascoltando alle una e mezza di notte stando attento a non infastidire i vicini e rende benissimo. Gli assi nella manica sono soprattutto Jezebel e il sapore bluegrass di Freedom Hangs Like Heaven. Anche la copertina strepitosa fa la sua parte.
Oops! oggi - per chi scrive - è l'8 marzo, vi dice qualcosa?

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